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| 03 marzo | 10:45

Un percorso intenso nel Lied tedesco tra sogno, visione e inquietudine: ecco il baritono André Schuen e il pianista Daniel Heide con il programma “Träume/Alpträume"

DAL BLOG

Analisi, recensioni, presentazioni delle grandi opere nella prestigiosa sala della Società Filarmonica di Trento

La Stagione dei Concerti 2026 della Fondazione Filarmonica Trento accoglie uno degli appuntamenti più attesi del cartellone cameristico: venerdì 6 marzo la Sala Filarmonica ospita il baritono André Schuen e il pianista Daniel Heide nel programmaTräume/Alpträume”, un percorso intenso nel Lied tedesco tra sogno, visione e inquietudine (Qui info e biglietti).

 

Quando la voce racconta e il pianoforte risponde, nasce un dialogo capace di coinvolgere in profondità: è ciò che accade nell’intesa artistica tra Schuen e Heide, riconosciuta oggi come una delle più raffinate nel panorama liederistico internazionale. Originario della Val Badia, André Schuen si è formato al Mozarteum di Salisburgo e si è imposto sui principali palcoscenici europei – da Vienna a Berlino, da Londra a Madrid – grazie a una vocalità calda e duttile, capace di attraversare con naturalezza lingue e culture diverse, dal repertorio tedesco a quello italiano e ladino.

 

Daniel Heide, tra i pianisti accompagnatori più apprezzati della sua generazione, è noto per l’eleganza del fraseggio e per l’intelligenza musicale con cui scolpisce ogni dettaglio della parola cantata.

 

Il duo ha inciso per Deutsche Grammophon l’integrale dei cicli schubertiani – Die schöne Müllerin, Schwanengesang e Winterreise – ottenendo riconoscimenti internazionali e consolidando una collaborazione che proseguirà nelle prossime stagioni con tournée in sale come la Wigmore Hall di Londra, il Musikverein di Vienna, il Concertgebouw di Amsterdam e il Lincoln Center di New York.

 

Il programma trentino si concentra sul repertorio tardo-romantico e primo novecentesco. I Lieder di Richard Strauss – da Frühlingsgedränge a Allerseelen, fino ai Vier Lieder op. 27 – alternano slancio lirico e tensione drammatica, disegnando un paesaggio emotivo in cui sogno e memoria si intrecciano. Con i Wesendonck-Lieder di Richard Wagner la scrittura si fa sospesa, visionaria, attraversata da un’intensità quasi teatrale. Alexander Zemlinsky, con i brani dall’op. 8, introduce una dimensione più inquieta e crepuscolare, dove il canto si fa narrazione interiore e il pianoforte costruisce atmosfere dense e cangianti. “Träume/Alpträume” diventa così un viaggio nei territori della notte, tra desiderio, attesa e turbamento.

 

"Accogliere André Schuen e Daniel Heide significa offrire al nostro pubblico un’esperienza di ascolto di altissimo livello", commenta Alessandro Arnoldo, direttore artistico della Fondazione Filarmonica Trento. "Il loro lavoro sul Lied unisce rigore stilistico e profondità emotiva, restituendo alla parola cantata tutta la sua forza narrativa. È un concerto che richiede concentrazione e abbandono, ma che sa lasciare un segno duraturo".

 

Parallelamente alla programmazione serale, prende avvio nel calendario Filarmonica Extra la nuova edizione di Invito all’Ascolto, ciclo di cinque matinée (ore 9) realizzate in collaborazione con il corso di Storia della musica dell’Università della Terza Età e del Tempo Disponibile della Fondazione Demarchi.

 

Le lezioni-concerto offrono un’occasione preziosa di approfondimento: le riflessioni teoriche trovano riscontro diretto nell’ascolto di strumenti ed esecutori dal vivo. Si comincia il 10 marzo con Jacopo Zendri (fisarmonica) e Jordan Piol (sassofono), tra Piazzolla e Bartók; il 17 marzo Edoardo Maria Crepaldi al pianoforte con un ampio percorso da Bach a Ravel; il 24 marzo Sergio La Vaccara e Luca Lucini tra violino e chitarra; il 31 marzo il progetto “Ricomincio… dal basso” con la classe di contrabbasso del Conservatorio Bonporti; il 7 aprile “Percussion&More” con Giorgio Calvo, dedicato al mondo delle percussioni contemporanee.

 

Il prossimo appuntamento della Stagione dei Concerti è in programma giovedì 19 marzo con l’Ensemble del Teatro Grande di Brescia, formato da Anton Dressler clarinetto, Maria Elisa Aricò corno, Marco Mandolini violino, Virginia Luca viola, Paolo Bonomini violoncello e Andrea Rebaudengo pianoforte. In programma il Sestetto op. 37 di Ernő Dohnányi e il Sestetto di Krzysztof Penderecki: due pagine di intensa scrittura cameristica affidate a sei interpreti tra le personalità più interessanti della scena italiana.

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