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"Genitori, impossibile educare i nativi digitali basandosi sui ricordi della propria adolescenza"

Intervista allo psicologo Matteo Lancini, autore del libro “Adolescenti navigati” (Erickson), per il primo appuntamento di “Do you speak web”, tre incontri gratuiti dedicati a genitori e adolescenti
DAL BLOG
Di La Libreria Erickson - 21 settembre 2017

Un’attenzione particolare è rivolta al mondo dell’infanzia, dei bambini e degli adolescenti. Uno spazio importante è dedicato agli argomenti più delicati come la separazione, l'adozione e a tematiche sociali

di Silvia Martinelli

 

L’adolescenza è un’età fragile e affascinante, avvolta da un’aura di mistero. Il grande scrittore francese Victor Hugo l’ha definita «la più delicata delle transizioni». È infatti un’età anche conflittuale nel rapporto con gli adulti, tanto che sempre più frequentemente psicologi e psicoterapeuti vengono chiamati a “decodificare” alcuni comportamenti degli adolescenti. Sui ragazzi e le ragazze di oggi ci si interroga continuamente: sono irresponsabili e immaturi o, al contrario, più competenti e intelligenti delle generazioni precedenti? E in che modo le “protesi tecnologiche” che li collegano perennemente a internet influenzano la loro relazione col mondo? Come si può intervenire educativamente se sono distratti da smartphone e tablet, Facebook e Whatsapp?

 

Per capirne di più, abbiamo fatto alcune domande a Matteo Lancini, noto psicologo e psicoterapeuta, presidente della Fondazione Minotauro di Milano, autore del libro “Adolescenti navigati” (Erickson), che sarà possibile incontrare a La Libreria Erickson di Gardolo martedì 3 ottobre (ore 17.30) per il primo appuntamento di “Do you speak web”, tre incontri gratuiti dedicati a genitori e adolescenti che vogliono capirne di più su questo tema così attuale e sfaccettato.

 

Partiamo dal libro “Adolescenti navigati”: come mai ha deciso di scriverlo?

 

Questo è un libro pensato per gli adulti che interagiscono quotidianamente con gli adolescenti. Soprattutto per i genitori, gli insegnanti e gli educatori in genere, ma anche per tutti coloro che sono interessati ad approfondire le caratteristiche affettive degli adolescenti di oggi. Le riflessioni proposte nel libro prendono vita dalle ricerche che ho condotto negli ultimi anni, ma soprattutto dall’incontro con gli adolescenti, le madri e i padri che ho avuto occasione di conoscere come psicologo e psicoterapeuta, e dal lavoro svolto a scuola a contatto con insegnanti e dirigenti scolastici. Questo libro aspira a chiarire come si siano sviluppati questi dilemmi e come spesso gli adulti, impreparati e sgomenti davanti alle “nuove normalità”, reagiscano attraverso risposte educative stereotipate, frutto del ricordo della propria adolescenza. Il tentativo è quello di comprendere meglio il complesso ritratto affettivo e relazionale dell’adolescente odierno e di individuare risposte e strategie educative realistiche e autorevolmente efficaci, al di là dei soliti slogan sui “no” e i “paletti” che aiutano a crescere.

 

Cosa sfugge agli adulti per capire realmente il rapporto degli adolescenti con il web?

 

L’espressione “nativi digitali” si è diffusa per identificare bambini e adolescenti di madrelingua internet, il che li differenzia nettamente da noi adulti “immigrati digitali”, che abbiamo dovuto alfabetizzarci al mondo virtuale. Per gli adolescenti odierni il mondo virtuale costituisce un ulteriore spazio di incontro e relazione, mentre credo che molti adulti sappiano ancora molto poco di cosa stia succedendo nel variegato universo digitale del web. Il consiglio è quello di non limitarsi a conoscere internet attraverso l’esperienza personale, e di resistere al richiamo massmediatico che induce a prese di posizione radicali: i “tecno-favorevoli” contro i “tecno-contrari”, il digitale in opposizione al cartaceo. Gli adolescenti nativi digitali hanno sviluppato sensibilità psicologiche e competenze relazioni che rendono più complesso il lavoro dei genitori e, in senso più ampio, il presidio educativo adulto.

 

Qual è, allora, il compito dell’adulto in questa delicata fase di crescita?

 

Al genitore spetta il compito di provare a comprendere il significato che l’esperienza digitale sta avendo nel percorso di sviluppo individuale. Se durante l’infanzia l’indicazione abbastanza scontata è quella di accompagnare in presenza i bambini alla scoperta e all’utilizzo di internet, in adolescenza è necessario lasciare spazio alla realizzazione dei compiti evolutivi propri di questa fase dello sviluppo. La madre e il padre dell’adolescente sono chiamati a consegnare progressivamente la quotidianità ai propri figli, non a controllarla. Gli adolescenti di oggi chiedono agli adulti autonomia e libertà, ma senza essere lasciati soli. Non serve vietare, imporre e obbligare, ma è molto più stimolante ed efficace, anche se decisamente più impegnativo, il tentativo di individuare alternative da proporre alle scelte adolescenziali e spiegarne l’originalità e la ricchezza. Solo così si può aiutare l’adolescente a intraprendere processi decisionali consapevoli, a sostegno del senso di responsabilità individuale.

 

Il ciclo di incontri “Do you speak web” organizzato da La Libreria Erickson in via del Pioppeto 24 a Gardolo proseguirà martedì 17 ottobre (ore 17.30) con Anna Fogarolo, esperta di social media, e l’appuntamento dal titolo “Il web è nostro”. Infine martedì 24 ottobre (sempre alle 17.30) l’argomento centrale sarà il cyberbullismo assieme allo psicoterapeuta Giuseppe Maiolo. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. È richiesta la prenotazione chiamando lo 0461 993963.

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