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| 16 lug 2025 | 12:05

Dal ministro dell'Economia che si tuffa vestito da Super Pippo a quello dell'agricoltura che cade come un sacco di patate: che brutto spettacolo la 'Partita del Cuore' con i politici

DAL BLOG
Di Luca Pianesi - 16 luglio 2025

Direttore de il Dolomiti

E' stato uno spettacolo brutto. Uno spettacolo trash, di quelli che guardi perché vuoi vedere quanto a fondo si può scavare.

 

Siamo su Rai Uno, in prima serata, servizio pubblico. Ai microfoni i commentatori della nazionale in campo scende la ''Partita del Cuore''. Tutto bene, fino a qui, apparentemente tutto bello. La causa, poi, è nobilissima: è la solidarietà. E' chiedere agli italiani di mettersi la mano sul cuore e sostenere delle iniziative meritevoli e troppo spesso non finanziate a sufficienza. In questo caso si trattava del ''Progetto Accoglienza'' che si occupa di aiutare le famiglie dei bambini ricoverati all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, ad avere un supporto, non solo dal punto di vista clinico, ma anche in termini di assistenza informativa, logistica e contatti con i servizi sociali, fino al rientro a casa dei piccoli pazienti. 

 

Il problema? Che in campo c'erano i politici. Peggio: i ministri. Praticamente quelli che le risorse degli italiani le amministrano e devono scegliere dove destinarle. Se si va a fare una raccolta fondi a favore di qualcosa è perché si ritiene meritoria quella iniziativa che, però, non trova i giusti finanziamenti che meriterebbe. Vedere chi ha in mano il portafoglio degli italiani chiedere agli italiani di dare nuovi soldi per donarli a una causa che, evidentemente, loro non considerano abbastanza da amministratori fa davvero specie. La sostengono, invece, mettendosi dei calzoncini corti, sudacchiando dietro a un pallone con una visibilità garantita dal servizio pubblico che li segue con attenzione e spirito di goliardia.

 

Insomma la motivazione della solidarietà non basta a farci sopportare l'umiliazione di vedere il nostro ministro dell'Economia Giorgetti vestito come Super Pippo, tuffarsi goffamente sul prato per cercare di parare i tiri di Benji, Fede e Moreno. Assistere al goffo scatto del ministro della Cultura Giuli dietro a Enrico Ruggeri. Veder cadere il ministro dell'agricoltura Lollobrigida come un sacco di patate dopo essersi inciampato da solo. Ridateci la nazionale attori, i presentatori, gli ex sportivi quello che vi pare ma togliete quella dei politici. Non fanno simpatia, non sono empatici, difficilmente qualcuno può averli a paladini o a modelli (della serie: dono perché me lo dice Raul Bova, ok. Dono perché me lo dice Ignazio La Russa, più difficile).

 

Quale legame empatico pensano, i promotori, si possa creare tra chi è a casa a guardare la Tv e un Gasparri o un Renzi che invitano gli italiani a donare. Così la Partita del Cuore sembra più un maldestro tentativo di rendere più simpatica una classe politica che è tra le meno appetibili della storia repubblicana (e i dati sul voto lo dimostrano ad ogni tornata) che una reale corsa alla solidarietà. Il risultato finale? I politici restano quello che sono in termini di simpatia ma, così, perdono anche quel residuo di serietà che ci si illudeva avessero. Un brutto spettacolo, da dimenticare il prima possibile. Aridateci Raul Bova e soci come avversari dei cantanti. Per favore. 

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