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Una serie sul razzismo e l’integrazione dei neri nella società britannica: presentata "Small Axe", del premio Oscar Steve McQueen

Uno dei film racchiusi nella serie Small Axe è stato presentato oggi, 16 ottobre, al Festival del Cinema di Roma. Si tratta di Red, White and Blue, ad opera di Steve McQueen, nel quale è raccontata la storia di Leroy Logan, agente nero che si scontra contro il forte ed ingiustificato razzismo presente nel mondo della polizia britannica
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Di Marco Consoli - 16 ottobre 2020

Figura poliedrica , tra le tante cose è produttore discografico e di eventi, attore, fotomodello, influencer

Inizia così la proiezione di Small Axe, la raccolta di film originali di Steve McQueen, con la prima pellicola presentata oggi, 16 ottobre, dal titolo "Red, White and Blue".

 

Un ottimo prodotto che affronta il tema della lotta al razzismo attraverso il racconto di numerose storie della comunità caraibica presenta a Londra, ambientate tra il 1969 e 1982. "Red, white and Blue" fa parte dei 5 film presenti nella raccolta, e narra la storia di Leroy Logan, agente nero deciso a scontrarsi con il razzismo presente nel mondo della polizia britannica.

 

Leroy è interpretato in maniera molto convincente da John Boyega (conosciuto per il ruolo di Finn nella trilogia sequel di Guerre Stellari).

Il giovane poliziotto entra in polizia per riuscire a cambiare qualcosa dall’interno. Il suo percorso è la realizzazione del sentimento e degli insegnamenti del padre, il quale subì un ingiustificato atto di violenza da parte della polizia "bianca" solo per motivi razziali.

 

Molto efficace la rappresentazione cinematografica e l’interpretazione del ruolo del padre di Steve Toussaint e del rapporto con il figlio. Commovente la scena in cui il papà, contrario al progetto del figlio, lo accompagna all’accademia e dopo un primo freddo saluto scende dalla macchina e lo abbraccia.

 

Steve McQueen, già autore di Hunger e Shame e premio Oscar per 12 Anni Schiavo, riceverà il premio alla Carriera dal direttore artistico della Festa del cinema - Antonio Monda.

 

“Il seme di Small Axe è stato seminato 11 anni fa, subito dopo il mio primo film, Hunger", scrive il regista. "Inizialmente l'avevo concepita come una serie Tv, ma man mano che si sviluppava, mi sono reso conto che queste storie dovevano stare da sole come film originali ma allo stesso tempo far parte di un collettivo. Dopo tutto, Small Axe si riferisce a un proverbio africano che significa che insieme siamo forti".

"L'antologia, ancorata all'esperienza dell'India occidentale a Londra, è una celebrazione di tutto ciò che la comunità è riuscita a realizzare contro ogni previsione. Per me, è una lettera d'amore alla resilienza dei neri, al trionfo, alla speranza, alla musica, alla gioia e all'amore, nonché all'amicizia e alla famiglia. Oh, e non dimentichiamoci anche del cibo".

 

"Sebbene tutti e cinque i film siano ambientati tra la fine degli anni '60 e la metà degli anni '80, rappresentano un significativo commento sul momento presente e su dove eravamo, dove siamo e dove vogliamo andare. Queste sono tutte le nostre storie. 

 

Mi sento personalmente toccato da ognuno di loro. I miei cinque sensi si sono risvegliati scrivendo con Courttia Newland e Alastair Siddons. Immagini, odori, consistenze e vecchie usanze tornarono inondate", continua McQueen.

 

"Quando il Festival di Cannes, all'inizio di quest'anno, ha selezionato Mangrove and Lovers Rock (i primi due film della raccolta) ho dedicato il traguardo sia a George Floyd che a tutti gli altri neri che sono stati assassinati, visti o non visti, negli Stati Uniti, nel Regno Unito e altrove. Come recita il proverbio, 'Se tu sei il grande albero, noi siamo la piccola ascia (small axe)'". 

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