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| 11 marzo | 11:52

Non affidate i bambini agli smartphone, l'allarme dei pediatri: appello ai custodi digitali. Ecco le regole d'oro per evitare danni allo sviluppo

DAL BLOG
Di Paolo Ghezzi - 11 marzo 2026

Ragazzo del 57, giornalista dal 79, troppo piccolo per il 68, ha scansato il 77 ma non la direzione dell’Adige (8 anni 8 mesi e 3 giorni) e la politica (24 mesi in consiglio provinciale tra il 2018 e il 2020)

Pochi, pochini, sempre più rari sono i bambini italiani. L’Istat ci dice che nel 2024 le nascite sono state solo 369.944, storico record negativo. Così come quello del numero medio di figli per donna: 1,18. Il figlio unico, una volta l’eccezione, oggi è quasi la regola. Bambini fortunati, qui in Italia, perché vivono in un Paese che non è (ancora?) in guerra e dove non rischiano di venire ammazzati dalle bombe. Come a Kyiv, Teheran o Gaza. Molto accuditi, gli infanti italici, dai nonni e dalle nonne che nella nostra penisola sono ancora una benemerita istituzione.

 

Ora, se è vero che secondo un’indagine 2022 dell’Istituto superiore di sanità la Provincia di Trento presenta la più bassa esposizione italiana a schermi tra i bambini di 2-5 mesi (sì, mesi!), nel senso che l’86% (contro una media italiana del 78%) non viene MAI esposto a telefonini o computer, a me fa un po’ paura l’altro 14% che invece un po’ di tempo, così piccolo, davanti agli schermi lo passa. È cosa buona e giusta dunque, mi pare, che i pediatri si preoccupino della salute dei loro piccoli pazienti anche dal punto di vista dell’esposizione al mondo digitale. Una vera e propria giungla, in cui ci si può perdere, oltre a fare pessimi incontri. Sabato 14 marzo, alla Sala Cooperazione, l’Associazione culturale pediatri (Acp) del Trentino, promuove - con il patrocinio dell'Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino - un’importante mattinata di confronto sui Custodi digitali. Confronto culturale e scientifico. Perché è evidente che la scienza medica debba confrontarsi con altre competenze e la politica sanitaria della prevenzione deve intrecciarsi con le politiche sociali e scolastiche. (Se n’è parlato di recente anche al Safer Internet Day promosso all’auditorium dagli istituti scolastici comprensivi della città di Trento).

 

Spiega la responsabile scientifica del convegno, la pediatra Monica Ghezzi, molto attiva su questo versante con l’Acp: “Il vocabolario scientifico si è arricchito di recente di termini come technoference (interferenza quotidiana dei dispositivi digitali nelle interazioni umane) o brexting (utilizzo dello smartphone mentre si allatta), a dimostrazione di quanto sia pervasiva la presenza della tecnologia nella nostre vite. Ma l’utilizzo di questi preziosi strumenti è sempre positivo o ci sono anche effetti collaterali? Siamo tutti sufficientemente informati sul loro corretto utilizzo? I recenti studi sul neurosviluppo dimostrano come, soprattutto nei bambini, una scorretta esposizione agli schermi (pc, tv, tablet, smartphone), possa interferire negativamente con il loro sviluppo fisico e psichico. Per questo motivo i pediatri dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) del Trentino hanno aderito al progetto “Custodi Digitali”, che ha l’obiettivo di fornire alle famiglie supporto ed informazioni per un utilizzo consapevole della tecnologia. Il convegno sui custodi digitali sarà un momento di confronto con i ricercatori che hanno elaborato il progetto e con i pediatri friulani che da tempo portano avanti la prevenzione in questo campo”.

 

Custodi digitali, felice concetto per indicare la responsabilità degli adulti educanti (genitori, insegnanti, operatori sociali e sanitari) nei confronti delle nuove generazioni digitali esposte alla giungla dell’on-line perenne e trasversale. Dal Friuli regione autonoma dovrebbe imparare anche la Provincia autonoma di Trento. Nella consapevolezza – questo il focus dell’iniziativa – che i primi mille giorni di vita dei bambini sono decisivi. Dalle 8.30 alle 13.30, si parlerà prima dell’educazione al digitale (moderatrice Anna Rosati), con le relazioni di Marco Grollo (“Il modello di intervento di custodi digitali: contesto, basi scientifiche, metodologia di intervento per un'educazione digitale dalla nascita”), Valeria Vianello (“Schermi e neurosviluppo in età evolutiva”), Maddalena Franzoi (“Progetto smartphone and co”); in seguito del “Progetto custodi digitali: esperienze a confronto”, moderatrice Giusiana Allocca, con Chiara Oretti (“L’esperienza del Friuli Venezia Giulia”), Cristina Daniele (“L’esperienza del Trentino”) per concludere con la tavola rotonda “Prospettive di sviluppo del progetto di ricerca custodi digitali in Trentino: ci

proviamo anche noi?”, con Elisabetta Bertagnolli, Rosanna Vit, Claudia Comina, Laura Marocchi, Riccardo Pertile, Valeria Vianello, Stefania Zamponi.

 

Partecipanti: pediatri, medici di medicina generale, neuropsichiatri infantili, ostetriche, assistenti sanitari, infermieri pediatrici, terapisti della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, pedagogisti, psicologi. Per informazioni e iscrizioni, info@momedaeventi.com www.momedaeventi.com.

 

Scenetta dell’altro giorno. Una sala della città di Trento.

I due bambini piccolissimi, ucraini. Non esposti qui alle bombe di Putin, per loro fortuna, ma al bombardamento di Internet sì. D’altra parte, c’era un concerto di musica tradizionale, loro non se ne stavano zitti, quale miglior motivo per mettergli in mano un telefonino e lasciare che la Tecnica svolgesse il suo ruolo di baby-sitter h24? E non siamo noi stessi rimbecilliti dall’uso smodato degli strumenti che ci occupano le mani e le teste? Non è anche per questa re-infantilizzazione digitale degli adulti, ha osservato la filosofa del linguaggio Anna Maria Lorusso nel recentissimo libro “Il senso della realtà – Dalla tv all’intelligenza artificiale”, La nave di Teseo), che la maggioranza degli statunitensi ha scelto un personaggio bizzoso e regredito e bullo come Trump alla guida di quella (una volta) gloriosa democrazia?

 

Tornando ai più giovani, un po’ di numeri, dalla presentazione della pediatra Ghezzi (di famiglia non trentina, bensì di antico lignaggio pugliese) al recente Safer Internet Day. Sotto i 13 anni, due ore al giorno di esposizione agli schermi aumenta del 67% il rischio di avere bambini e ragazzini sovrappeso. L’89% degli adolescenti dorme con il cellulare in camera, fattore di alto rischio per i disturbi del sonno. Un uso intensivo dei dispositivi provoca ansia, sintomi depressivi, minore autostima. Sono documentate alterazioni cerebrali simili a quelle indotte dalla nicotina, nel 20% dei giovani che fanno un ricorso patologico allo smartphone. Affaticamento visivo, secchezza oculare, miopia sono documentati nell’eccessiva esposizione agli schermi digitali. E non parliamo del cyberbullismo e delle ideazioni suicidarie!

 

Vogliamo ribadirli, i saggi, ragionevoli, “moderati” consigli della Società Italiana di Pediatria, come sintetizzati da Monica?

“Niente dispositivi (vuol dire ZERO telefonini, ZERO!) da zero a due anni.

Tra 2 e 5 anni massimo 1 ora al giorno.

(E già sembra tanto, ma si vede che la “pressione parentale” è elevata).

Dopo i 5 anni massimo 2 ore al giorno con supervisione.

Evitare l’accesso non supervisionato a Internet prima dei 13 anni.

Rinviare l’introduzione dello smartphone personale almeno fino ai 13 anni.

Ritardare il più possibile l’uso dei social media, anche se consentiti dalla legge.

Evitare l’uso dei dispositivi durante i pasti e prima di andare a dormire (parole sante, già il mondo là fuori ci regala incubi in quantità).

Incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo.

Mantenere supervisione, dialogo e strumenti di controllo costanti in tutte le fasce di età”.

E quest’ultimo è un bell’impegno, per educatori e genitori.

Lunedì a Fahrenheit su Radio3 Silvia Camporesi, autrice del libro “Una foto è una foto è una foto”, Einaudi 2025, esprimeva giustamente la sua preoccupazione perché è ormai impossibile distinguere una fotografia “vera” da una generata con l’intelligenza artificiale. E questo causa problemi non solo culturali ma anche etici.

 

Meno male che qualcuno se ne accorge, in mezzo al mare degli entusiasti dell’A.I. (“è così comoda… è così veloce”, già...) che vi ricorrono ormai non solo per le ricette gastronomiche ma anche per avere risposte sui figli “difficili”. Il tema è macro (chi guida le superpotenze ormai è un produttore seriale di bugie propagandistiche e realtà virtuale) ma è anche micro: a un bambino che esplora il mondo cominciando a decodificare immagini, che cosa succede se il vero e il falso, la realtà tangibile e la realtà artificiale, si sovrappongono e si confondono? Quali mostri stiamo creando, quali TrumPutin all’ennesima potenza comanderanno il mondo, quando noi non ci saremo?

 

Ben venga il sabato 14 marzo dei Custodi Digitali a Trento, dunque. Ben venga il contributo culturale dei pediatri. Meglio cominciare dunque ad affrontarli presto, questi snodi scomodi. Inquietanti. Pericolosi come bombe. Per la deflagrazione delle umane intelligenze.

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