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Alberi e arbusti colpiti dal colpo di fuoco batterico, pochi hanno ottemperato alle disposizioni

L’obbligo di tagliare e bruciare le parti infette fino a 70 centimetri dall’apice e di estirpare le piante in caso di grave compromissione coinvolge anche i proprietari di orti, giardini e pertinenze alle case di abitazione che ospitano alberi od arbusti colpiti dal batterio
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 12 luglio 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Ha iniziato a lavorare il 1 luglio 2020 la squadra di tre operai messa a disposizione del Servizio per il sostegno occupazionale e valorizzazione ambientale della Provincia di Trento con l’incarico di estirpare e bruciare le piante ornamentali colpite da colpo di fuoco nei luoghi pubblici dei comuni di Caldonazzo, Levico e Tenna.

 

L’obbligo di tagliare e bruciare le parti infette fino a 70 centimetri dall’apice e di estirpare le piante in caso di grave compromissione coinvolge anche i proprietari di orti, giardini e pertinenze alle case di abitazione che ospitano alberi od arbusti colpiti dal batterio.

 

Finora la popolazione ha risposto solo in parte agli obblighi di legge indicati in un opuscolo diffuso in tutti i comuni insieme con le immagini dei sintomi del colpo di fuoco.

 

Nella zona di Caldonazzo i proprietari di giardini e pertinenze sono circa 500, pochi hanno finora ottemperato alle disposizioni.

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