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Coltivare la canapa? Si può. Bisogna inviare lettera ai carabinieri

In Trentino ci sono una quindicina di aziende autorizzate. L'importante è che il tenore di idrossi-cannabinolo sia inferiore allo 0,2% e che si segnali anche il nome del fornitore di semi
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 12 ottobre 2016

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Sono state numerose anche nella stagione in corso le denunce alla magistratura da parte delle forze dell’ordine di campi di canapa ritenuti fuori legge per supposta produzione di sostanze stupefacenti del tipo tetra-idrossi- cannabinolo. I casi riportati dai media giustificano la domanda: perché chi coltiva canapa da seme per ricavarne olio alimentare e cosmetici può operare impunemente? Risponde Flavio Kaisermann, tecnico della Fondazione Mach che segue il settore delle piante officinali: le varietà di canapa da seme coltivate da una quindicina di aziende agricole trentine sono iscritte in un elenco speciale gestito dall’Unione Europea.

 

Il tenore in idrossi-cannabinolo è inferiore allo 0,2% fissato come limite legale. Per evitare denunce e visite di controllo, è sufficiente che il coltivatore invii una lettera di avviso di semina alla stazione dei carabinieri competente per zona indicando il tipo di canapa e il nome del fornitore del seme. La segnalazione va presentata 15-20 giorni prima della semina. Il coltivatore deve conservare la bolletta di acquisto del seme che attesta l’appartenenza della canapa coltivata ad una delle varietà autorizzate.

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