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Fitofarmaci, entrano in campo le multinazionali. Dal DDT alla prima legge italiana che disciplina il settore

L'insetticida è stato utilizzato con grandi risultati anche di ordine sociale nella lotta contro le zanzare vettrici di diverse malattie.
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 10 febbraio 2017

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Il primo insetticida ottenuto per sintesi industriale è il DDT messo in commercio nel 1939 seguito a breve distanza temporale dall’E 605 o Parathion. La quasi contemporaneità con l’inizio della seconda guerra mondiale rende plausibile l’ipotesi che ad incentivare la ricerca di nuove molecole abbia concorso anche l’esigenza di disporre di armi belliche chimiche.

 

Il DDT ha avuto una prima applicazione fuori dal contesto agricolo. E’ stato utilizzato con grandi risultati anche di ordine sociale nella lotta contro le zanzare vettrici dell’agente della malaria e per contenere lo sviluppo delle mosche nei luoghi abitati dall’uomo, vittima potenziale di malattie infettive quali la tubercolosi il cui agente batterico era trasmesso da questi invadenti Ditteri. Clorurati di sintesi e fosforganici (esteri fosforici) si sono rivelati subito molto efficaci contro tutte le specie di insetti fitofagi, compresi quelli che vivono nel terreno. La persistenza dei clorurati e la forza abbattente dei fosforganici hanno reso inarrestabile il loro ingresso nella farmacopea agricola mondiale e quindi anche trentina.

 

Gli effetti tossici sull’organismo umano e sugli utili, conosciuti solo in parte dagli agricoltori, non ne hanno frenato l’uso indiscriminato e sempre più diffuso. E’ del 1962 una legge nazionale riguardante la disciplina igienica della produzione e della vendita di alimenti e bevande che fa riferimento alla presenza negli stessi di residui di antiparassitari per uso agricolo, ma il suo regolamento di attuazione è stato emanato solo sei anni dopo con decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto 1968/ n 1255.

 

Il decreto parla di presidi sanitari che comprendono gli antiparassitari per uso agricolo e i prodotti per la difesa delle derrate alimentari e stabilisce la loro suddivisione in base a quattro classi di tossicità acuta. Prevede inoltre una serie di adempimenti severi e restrittivi per le ditte produttrici di fitofarmaci e per i rivenditori, avendo come obiettivo prioritario la prevenzione di casi di avvelenamento e solo in subordine la salvaguardia integrale dell’agro-ecosistema.

 

 

Pt7 dell'inchiesta "Cento anni di difesa delle piante in Trentino"

dedicata alla memoria del dr. Mario Del Dot. L’iniziativa nasce da due considerazioni: il pubblico dei non addetti all’agricoltura deve essere messo in grado di farsi un’opinione personale sulle questioni che riguardano fitofarmaci e salute; ripercorrere un secolo di interventi di difesa fitosanitaria, consente di cogliere i cambiamenti migliorativi ottenuti anche per merito di persone preparate e coraggiose. Tra queste merita un posto di rilievo il dr. Mario Del Dot scomparso qualche mese fa. Ha iniziato la sua attività come medico condotto a Tuenno occupandosi in prima persona di fitofarmaci e di prevenzione dei pericoli che derivavano dal loro impiego. Nella sua operosa carriera di medico pubblico e di docente universitario si è poi occupato anche di malattie legate al lavoro agricolo.

 

 

 

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