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Il bosco trattiene i massi che scendono da Monte Celva e salvano la ferrovia della Valsugana

A trattenere i massi è il bosco ceduo che ricopre la montagna fin quasi alla cima situata a 1.080 metri. E' dimostrato, anche attraverso simulazioni software, nella tesi di laurea del trentino Tommaso Caldonazzi
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 02 gennaio 2018

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Negli ultimi 50 anni i sassi che rotolano dalle pendici del monte Celva non sono mai caduti sulla ferrovia della Valsugana che collega Trento con Bassano del Grappa passando da Villazzano, Roncogno e Pergine.

 

A trattenere i massi più o meno grossi e pesanti che pure si trovano lungo il pendio che sovrasta il torrente Fersina è stato il bosco ceduo che ricopre la montagna fin quasi alla cima situata a 1.080 metri.

 

Lo dimostra la tesi di laurea in Scienze forestali e ambientali presentata da Tommaso Caldonazzi a conclusione del corso di studi di durata quinquennale all’Università di Padova.

 

A questa conclusione il giovane laureando di Civezzano è giunto attraverso ripetuti rilievi diretti all’interno di un’area delimitata del monte Celva e di una serie di simulazioni a tavolino affidate a uno speciale software.

 

Il bosco ceduo esercita una funzione di barriera naturale anche se non è fatto oggetto di interventi selvicolturali da parte dell’uomo a causa della scarsa accessibilità e della pendenza.

 

Le ferite e gli schianti parziali causati dai massi in caduta ma trattenuti dalle piante bastano ad assicurare il rinnovo naturale del soprassuolo

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