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Il Consorzio interregionale ortofrutticolo chiede ad Apot maggior ascolto

Più volte anche negli anni scorsi i dirigenti del CIO hanno segnalato alle sedi competenti (Provincia, Apot, Servizio agricoltura) la mancanza di un coinvolgimento diretto negli incontri tecnici che si susseguono nel corso della stagione
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 12 giugno 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

La gestione di una produzione integrata in Trentino è stata affidata dalla Giunta Provinciale all’Apot per il comparto ortofrutticolo e al Consorzio Vini Trentini per il settore vitivinicolo. Il Consorzio interregionale ortofrutticolo (CIO) non aderisce ad Apot ma partecipa egualmente al disciplinare di produzione integrata per le cooperative che fanno parte della sua base sociale ed operano in Trentino.

 

L’adesione al disciplinare è sancita annualmente con la firma di una convenzione. Più volte anche negli anni scorsi i dirigenti del CIO hanno segnalato alle sedi competenti (Provincia, Apot, Servizio agricoltura) la mancanza di un coinvolgimento diretto negli incontri tecnici che si susseguono nel corso della stagione.

 

Il direttore Franco Benamati cita il recente incontro che si è svolto in Valsugana sul colpo di fuoco batterico. Se la richiesta di coinvolgimento non sarà accolta, dal prossimo anno il CIO non sottoscriverà la convenzione con Apot.

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