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Il frutteto pedonabile del Trentino attira molti visitatori anche dall’estero, anche in Corea del Sud

Da 25 anni Alberto Dorigoni tecnologo della frutticoltura alla Fondazione Mach ha tenuto una lezione sull’argomento alla presenza di 450 studenti e ricercatori e allestito due prove dimostrative in frutteto alle quali erano presenti 50 e 80 addetti al settore
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 23 novembre 2019

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Da 25 anni Alberto Dorigoni tecnologo della frutticoltura alla Fondazione Mach e responsabile dei due campi sperimentali Maso delle Parti di Mezzolombardo e Maso Maiano di Cles si occupa di nuove forme di allevamento del melo alternative al tradizionale fusetto.

 

Partendo dalla prima versione a parete denominata Bi-Baum, attraverso continue modifiche l’esperto ha raggiunto la forma a parete mono o bifilare simile al sistema di allevamento a Gujot diffuso in viticoltura.

 

Il frutteto pedonabile attira molti visitatori anche dall’estero. Ma sono in continua ascesa anche gli inviti che Alberto Dorigoni riceve da vari Paesi per tenere conferenze o allestire prove dimostrative in pieno campo.

 

Nella settimana compresa tra il 18 e il 24 novembre l’esperto è stato ospite dell’Università nazionale della Corea del Sud.

 

Ha tenuto una lezione sull’argomento alla presenza di 450 studenti e ricercatori e allestito due prove dimostrative in frutteto alle quali erano presenti 50 e 80 addetti al settore.

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