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| 21 giu 2018 | 19:45

Lago di Tovel, ecco perché non diventa più rosso

Giovanna Flaim studia da anni le acque del lago e le tre alghe presenti. La Tovellia sarebbe in grado di far ritornare rossa una parte del lago. Ma solo in presenza di nutrienti organici e di acqua temperata e tranquilla
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 21 giugno 2018

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Studi in vitro sul Glenodinium sanguineum”. Risale al 2004 l’articolo di Giovanna Flaim ricercatrice idrobiologa della Stazione sperimentale agraria e forestale di S. Michele all'Adige, ora dipendente della Fondazione Mach.

 

Rappresenta il capitolo 6 della relazione conclusiva di una ricerca pluri-interdisciplinare sul lago di Tovel e sulle cause del mancato arrossamento a partire dal 1964.

 

Dal 2004 la ricercatrice visita una volta al mese il lago di Tovel ed esegue una serie di rilevamenti accompagnati dal prelievo di campioni di acqua che rientrano in un protocollo internazionale concordato.

 

Finora, dice la ricercatrice, non ho mai registrato fenomeni di arrossamento, almeno fino al mese di maggio di quest’anno.

 

Se avessi notato segni di arrossamento, vorrebbe dire che qualcuno o qualche cosa ha modificato l’attuale equilibrio del lago.

 

L’alga responsabile dell’arrossamento è sempre presente nell’acqua.

 

Perché si verifichi un fenomeno evidente di arrossamento, serve la presenza contemporanea di nutrienti e di una temperatura dell’acqua di almeno 18 gradi.

 

Non sarebbe comunque sufficiente un semplice aumento numerico dell’alga. Il ritorno dovrebbe assumere le dimensioni di una vera esplosione biologica.

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