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Università di Torino al lavoro per sconfiggere la cimice asiatica: c'è la possibilità di ucciderne le uova

Lo studio si basa sul fatto che la femmina dopo aver rilasciato sulla pianta il complesso delle uova raccolte nelle ben note ovature le copre con uno strato di batteri che ne salvaguardano la sopravvivenza
DAL BLOG
Di Sergio Ferrari - 02 febbraio 2020

 Laureato in Scienze Agrarie all'Università di Padova, dal 1961 al 1994 è stato docente all'Istituto Agrario di San Michele

Ricercatori dell’Università di Torino studiano la possibilità di provocare la morte delle uova di cimice asiatica trattando la superficie delle ovature con sostanze antibatteriche e/o batteriostatiche.

 

Lo studio si basa sul fatto che la femmina dopo aver rilasciato sulla pianta il complesso delle uova raccolte nelle ben note ovature le copre con uno strato di batteri che ne salvaguardano la sopravvivenza. Le sostanze battericide o batteriostatiche devitalizzano i batteri protettivi e le uova soccombono.

 

"Le ricerche sono ancora nella fase iniziale", dice Gianfranco Anfora della Fondazione Mach, che è in contatto collaborativo con l’Università di Torino. Una parte delle ovature viene deposta anche fuori dal frutteto che si vuole difendere.

 

Disperdere sostanze battericide o batteriostatiche fuori dal campo coltivato rappresenta inoltre un’incognita per l’equilibrio biologico dell’ecosistema.

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