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Amazon, Facebook e Google stanno scrivendo in algoritmi “L’interpretazione dei bisogni, psicologia della normalizzazione”. Una rivoluzione copernicana per la psicologia

La trattazione di un argomento così delicato come la nostra complessa psicologia affrontato in termini di ingegnerizzazione algoritmica potrebbe risultare per alcuni poco sensibile. Questo perché ci fa apparire come esclusi da una conoscenza approfondita di noi stessi la quale viene altresì conseguita non da noi ma da processi di IA (Intelligenza Artificiale
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Di Tiberio Chiari - 22 settembre 2019

Cerca di recuperare quanto omesso dai temi che quotidianamente invadono la nostra comunicazione e la nostra esperienza

La ricostruzione scientifica della psicologia umana si è mossa, o perlomeno nel secolo passato ha iniziato a muoversi, dalla presa in carico del sogno come universo simbolico da interpretare per rintracciare le nostre necessità negate. Nel sogno le dissonanze più profonde tra desiderio e realtà tendono al simbolo per riuscire ad emergere. In questo processo lo zenit rimaneva l’emancipazione dell’individuo.

 

Oggi l’interpretazione e la ricostruzione della psicologia umana stanno passando in massa attraverso la profilazione dei bisogni, questa con il fine di premettere poi una loro corretta inalveazione verso le opzioni disponibili di consumo e socializzazione proposte di volta in volta dallo stato dell’arte dell’industria, della cultura e in particolare della nuova industria tech.

 

Non è un processo individuale, ma potrebbe riuscire nell’intento di risolvere proprio l’individualità psicologica del singolo facendo coincidere la sua identità con la serie dei suoi bisogni e gestendoli all’interno di una loro determinato e possibile appagamento. Questo processo di profilazione tenderebbe senza renderlo esplicito in manuali, ma filtrando semplicemente questo tipo di conoscenza attraverso determinati processi di calcolo, al riconoscimento del profilo psicologico umano generale e istantaneamente alla più minuziosa conoscenza del profilo del singolo. Una soluzione solo apparentemente contraddittoria e perseguibile attraverso un processo di perfezionamento di interpretazione statistica del soggetto e non di analisi individuale.

Prima di giungere alla necessaria conclusione implicita nella premessa di costruzione di un nuovo metodo nel quale la psicologia è impegnata, conclusione che ai più apparirà distopica, bisognerà chiarire chi siano i destinatari dei risultati di questa nuova pratica scientifica. I beneficiari primari sono gli agenti (Google, Facebook, Amazon, etc.…) che portano avanti questa rivoluzione metodologica perché questa gli potrà garantire continuità e aumento di potenza. Di riflesso poi c’è un beneficio marginale che si riversa sui singoli individui che dialogano nel processo di analisi psicologica portato avanti con questi agenti.

 

È necessario ricordare che l’impegno in questa ricerca non è gestito solo direttamente da ricercatori umani impegnati in questo campo, ma è un processo indiretto basato su processi computazionali, che può essere messo in confronto con la psicologia classica solo concentrandosi sul punto di partenza e su quello di arrivo, ciò che rimane nel mezzo non risulta oggetto di narrazione perché difficilmente traducibile nel discorso umano:

  • Il punto di partenza è la domanda: come funziona la psicologia umana, fino a quali casi estremi è estendibile la nostra conoscenza di questo universo?
  • Il punto di arrivo è questo postulato: se la conoscenza dei processi psicologici raggiunta è corretta questa deve permettere di portare, attraverso una cura che si basa su questa conoscenza, ad una normalizzazione effettiva dei casi estremi risolvendoli parzialmente o totalmente. Questa normalizzazione coincide con l’acquietamento soddisfatto dell’individuo oggetto di cura.

 

La cura diventa così il banco di prova per la teoria. Il mancato successo della cura coincide con un’errata conoscenza psicologica del soggetto. Presa quindi una platea di N soggetti e individuata la loro devianza da quella che sarà posta come media e che identifica livello di socializzazione e soddisfazione adeguato di un soggetto ampiamente prevedibile, e posta la media non come un valore singolo, ma come uno spettro di valori che rappresentino le varie accettabili situazioni di normalizzazione, equilibrio e prevedibilità, la cura ha successo se al termine del suo processo la devianza tra il soggetto, individuato come lontano dalla media, e il valore da una delle medie utilizzate come orizzonte di normalizzazione, stimata come la più avvicinabile dal profilo del soggetto, si è ridotto. Più lo spettro che rappresenta la media è clusterizzato, preciso e descrivibile più la cura ha possibilità di avere successo perché riesce a trattare con successo casi sempre differenti e con maggior precisione.

 

Dato l’utilizzo del metodo di profilazione si comprende il vantaggio computazionale della psicologia algoritmica, se così possiamo definirla. Questo vantaggio consiste nel fatto di poter elaborare con precisione sempre maggiore un numero ennesimo di profili medi potenziali verso i quali far tendere la devianza che caratterizzante soggetti più estremi per ridurne lo scarto disponendo una cura. Un aumento dei dati a disposizione e della potenza di calcolo porterà ad un costante aumento della precisione dell’analisi.

 

Sotto questo punto di vista la funzione di varianza che assume il profilo psicologico di ogni soggetto, ponendo la sua singolarità come variabile aleatoria, potrebbe assumere valori sempre minori grazie alla dialettica che permette attraverso i dati forniti dagli individui stessi al sistema di profilazione di perfezionare l’avvicinamento al soggetto a quello che stato definito come media, cioè lo spettro dei profili identificabili come tali, cioè medi. Il profilo medio potrebbe anche essere un profilo estremo che è stato normalizzato con successo e divine archetipo per cure successive. A questo punto devianza che rappresenta lo scarto del singolo soggetto dallo spettro della media risulterebbe inversamente al valore attribuito a quel soggetto da una funzione di fitness. Minimo è lo scarto massima il valore di fitness per quel soggetto.

 

La conoscenza psicologica da parte di questi nuovi agenti digitali non può, come detto prima, essere tradotta in qualcosa di simile ad un trattato di psicologia, ma può comunque essere rilevata come conoscenza fattuale analizzando determinati parametri statistici, in particolare la riduzione della devianza che rappresenta in modo trasposto quello che può essere definito come disagio psicologico. Ritornando all’epopea del secolo passato, l’analisi psicologica, la psicologia clinica e la psicoterapia hanno operato dividendosi in diverse molteplici scuole per cercare di alleviare i sintomi di un adattamento forzato degli individui ai vincoli imposti più o meno forzosamente dalla società, partendo dal contesto familiare sino alle più ampie sovrastrutture culturali.

 

Anche questi percorsi nella loro fase empirica si sono essenzialmente basati su di una pratica in parte induttiva. Questa pratica partendo da singoli casi ha portato nei decenni ad elaborare e ricostruire un universo intero di senso nel quale si andassero ad incastonare più o meno precisamente le varie deviazioni, più questo orizzonte si andava ampliando più le singole diagnosi e cure diventavano efficienti. I singoli individui destinatari dei benefici derivanti da un percorso di analisi e psicoterapia sono stati poi storicamente gli individui appartenenti a quelle classi sociali abbastanza agiate da potersi permettere il prezzo di questo tipo di cure. In democrazie di stampo più socialista questi servizi in alcuni casi sono stati dispensati ad una platea più ampia di utenti, ma sicuramente non hanno mai raggiunto dimensioni di massa. Questo può apparire un dettaglio ma è un dato fondamentale per comprendere il senso della rivoluzione che si sta attuando nel campo delle scienze psicologiche e la sua portata.

 

Se andiamo a vedere, con estrema sintesi, come la nuova era dell’analisi psicologica si sta dispiegando dobbiamo prima di tutto accettare che i destinatari delle cure di questo nuovo approccio siano essenzialmente e potenzialmente tutti, o perlomeno tutte le persone che ogni giorno utilizzano uno smartphone e con il quale per ore dialogano costantemente. Dire che lo smartphone e la connessione perenne possano essere uno strumento di analisi e cura attraverso la tendenza alla normalizzazione e all’inclusione può suonare provocatorio, ma se si osserva come la profilazione dell’utente sempre più profonda lo porti ad essere coinvolto con sempre maggiore efficacia in una routine digitale che lo soddisfa o perlomeno assopisce le sue ansie, lo aiuta a soddisfare i suoi bisogni traslandoli, tranquillizzandolo e ammaestrandolo a una nuova dimensione di partecipazione sociale, allora di questa pratica si può rilevare il proprio successo e questo successo può essere visto come sintomo di un’analisi psicologica esatta del soggetto.

 

La cura in psicologia è sempre passata attraverso il dialogo con il proprio analista, e in questo caso l’analista è globalmente rappresentato dall’insieme di applicazioni e social network, agenti digitali, etc.… con i quali l’individuo dialoga quotidianamente e dai quali più o meno direttamente viene indirizzato nello scoprire, accettare e far evolvere i propri comportamenti e le proprie tendenze, i propri bisogni, e gestirli all’interno delle possibilità di realizzazione che il complesso culturale, economico e sociale favorisce in un determinato momento.  La nuova pratica psicologica portata avanti grazie un metodo di analisi automatizzato e algoritmico è destinata a tutti e si affinerà e migliorerà in maniera esponenziale stando alla curva di crescita dei dati raccolti e processati ogni giorno a livello globale dagli agenti impegnati nella profilazione.

 

La cura che si propone è una cura di massa e promette quindi risultati generalizzati che puntano a una normalizzazione degli interessati. Questo percorso volto a normalizzazione passa attraverso un approfondimento della conoscenza dei soggetti e, come facilmente si intuisce, rimane ai suoi estremi assimilabile a quello al quale la psicoanalisi, la psicologia clinica e la psicoterapia tradizionali hanno finora operato su un piano individuale. La conferma dei benefici della psicoterapia si ha avuta recentemente grazie ad esami clinici che hanno potuto dimostrare come essa al pari del farmaco chimico contribuisca a un miglioramento clinico del paziente andando a modificare parametri biologici e modificando l’attività neuronale in quelle aree corticali e sottocorticali dove specifiche patologie sono individuate.

 

A questo punto se si prende come fine della cura il superamento di blocchi, paure e ossessioni che limitano l’individuo nel condurre un’esistenza da lui intuibile come appagante, questo obbiettivo grazie ad un aumento esponenziale del potere di calcolo e a processi di IA sempre più precisi potrà essere raggiunto gestendo con precisioni i singoli bisogni e il loro soddisfacimento. Se l’individuo giunge a soddisfare determinati bisogni a seguito di questa attività di normalizzazione coordinata con costanza dagli agenti digitali i suoi parametri biologici individuali si trovano migliorati e riequilibrati allora la conoscenza complessa dei bisogni può portare ad una cura nei termini nei quali si può intendere efficacie una cura psicologica.

 

Se i sogni sono la trasposizione simbolica di determinate situazioni individuali irrisolte, i bisogni più o meno estremi, analizzati come gusti, preferenze fino al limite ossessioni, lo sono altrettanto. La possibilità di interpretare questi bisogni, anche i più estremi, cercando di fornire ad essi dei sostituti più adeguati, storicamente normali e socialmente inoffensivi che li possano sopperire garantendo così all’individuo che ne è affetto una integrazione e un acquietamento psicologico in un suo determinato limbo di equilibrio: questo è il grande orizzonte della nuova pratica psicologica. Gli agenti che riusciranno in questa attività porteranno avanti con modalità inedite la missione esplicita di organizzazione della società.

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