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Aveva una piantagione di cannabis in casa della sua ragazza, in manette un 36enne

Dopo una perquisizione domiciliare l'uomo è stato trovato in possesso delle chiavi di un altro appartamento, lì i carabinieri hanno scoperto la piantagione tra serre e reparto essiccazione. Il tutto era registrato su un calendario con tempi di semina, germogliazione, messa in serra, taglio e preparazione

Pubblicato il - 24 novembre 2017 - 16:36

ARCO. E' finito in manette Benjamin Cardenas Cedeno, cittadino di origini panamensi, naturalizzato italiano, per spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri di Arco hanno arrestato il 36enne, già noto alle forze dell'ordine, nella propria residenza di Tenno. 

 

I militari, che si sono avvalsi del supporto del pastore tedesco Nico, hanno effettuato una perquisizione domiciliare, al seguito della quale Cardenas Cedeno è stato trovato in possesso di 22 grammi di hashish e 30 grammi di marijuana, tutto già suddiviso in dosi, oltre alla somma di 550 euro in contanti occultati all'interno di una cassa acustica dello stereo professionale. 

 

Dopo questo ritrovamento, l’uomo credeva che i militari fossero soddisfatti dell’esito del controllo, ma gli investigatori, che da giorni osservavano i suoi spostamenti, hanno trovato il 36enne in possesso delle chiavi di un'altra abitazione occupata da una insospettabile ragazza e così hanno esteso la perquisizione all'abitazione di una 21enne a Fiavè in frazione Ballino.

 

 

Qui i militari hanno trovato una vera e propria 'Drug farm'. L'abitazione a livello superiore (zona giorno a piano terreno e zona notte al superiore) era stato predisposto interamente alla coltivazione della cannabis: sono state trovate due serre professionali (2x2x2 metri) a chiusura ermetica con ricircolo forzato dell’aria con filtri a carboni attivi, lampade, igrometri, termometri, molti fertilizzanti specifici per la coltivazione della cannabis, ormoni radicali della crescita e insetticidi, vasi, sacchi di terriccio, ventilatori, con all’interno 20 piante di cannabis suddivise per qualità (arancio, arancio sativo, gran daddy). L'altezza delle piante variava da un metro a 1,20 metri con copiose infiorescenze che lasciano dedurre agli inquirenti che queste siano del tipo 'geneticamente modificate'.

Inoltre ai piedi del letto matrimoniale sono state trovate due teche (termine utilizzato dai seminatori ed indica i contenitori in plastica-incubatrici) per la germinazione intensiva del seme con ormoni radicali in apposite spugnette, contenenti 32 piantine di cannabis alte 15 centimetri, in crescita per sostituire le altre nelle serre.

Nell’abitazione inoltre c’era anche il reparto di essiccazione consistente in un ambiente con stendini per biancheria e un deumidificatore che consentiva di ottenere il prodotto finito. Infatti sono stati trovati vari involucri catalogati per peso e qualità dall’uomo per un totale di 1,7 chili di marijuana pronta all’uso.

Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati anche 60 grammi di hashish del tipo morbido e quindi di eccellente qualità. A questo si aggiunge la scoperta di 216 grammi di marijuana essiccata e custodita nel congelatore: questo lascia presupporre che l’uomo destinasse parte della coltivazione per la successiva lavorazione artigianale al fine di ottenere 'fumo' dalle eccelse qualità. Il tutto era registrato su un calendario con tempi di semina, germogliazione, messa in serra, taglio e preparazione.

 

La compagna dell’uomo, che non era in casa al momento della perquisizione, ma a passeggio con la figlioletta di 2 mesi, è stata denunciata in stato di libertà, mentre l’uomo è stato arrestato e portato al carcere di Spini di Gardolo a disposizione delle Procure delle Repubbliche di Rovereto (competente per Tenno) e Trento (competente per Ballino di Fiavè).

Il denaro è stato sequestrato poiché ritenuto provento dell’attività di spaccio, atteso che nessuno dei due lavora.

 

La Procura della Repubblica di Rovereto, nella figura del Pm Fabrizio De Angelis ha emesso il Decreto preventivo per il sequestro del denaro ai fini della confisca del medesimo, mentre oggi il Gip del Tribunale di Trento Marco La Ganga ha convalidato l’arresto alla presenza del Pm della Procura di Trento Maria Colpani.

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