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Dopo il divorzio non voleva pagare gli studi al figlio. Condannata a versare il 50% delle spese universitarie

E' successo ad una donna della Valsugana. In sede di sentenza di divorzio aveva chiesto 300 euro al marito. Quest'ultimo si era opposto

Pubblicato il - 29 ottobre 2017 - 08:32

TRENTO. Non voleva pagare gli studi universitari del figlio preferendo che andasse a lavorare ma ora il Tribunale di Trento l'ha condannata a pagare il 50% di tutte le spese, compresi vitto, alloggio e trasporti del ragazzo che vive fuori città per studio.

 

E' successo ad una donna della Valsugana che in sentenza di divorzio aveva chiesto al marito 300 euro. Quest'ultimo però si era opposto a questa richiesta percependo una pensione di 900 euro ed avendo totalmente a suo carico il figlio. L'uomo, a sua volta, si è detto in difficoltà nell'affrontare le spese universitarie del figlio ed aveva chiesto all'ex moglie una contribuzione.

 

La causa dei due è andata avanti. La donna da diverso tempo convive con un altro uomo da cui ha avuto un bambino. Situazione questa che l'ha portata a non aver diritto di alcun assegno di mantenimento. I giudici, però, nell'esaminare la situazione hanno inoltre sottolineato come non possa non contribuire alle spese per gli studi del figlio. Così dovrà versare al ragazzo metà delle spese tra le quali quelle mediche, all'iscrizione all'università, libri e quelle per l'alloggio nella città universitaria dove risiede il figlio.   

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