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Furti e danneggiamenti, anche la chiesa di Santa Maria Maggiore si arrende e il pomeriggio chiude i battenti

La chiesa del Concilio di Trento chiude le porte per cercare di prevenire furti e danneggiamenti. Numerosi episodi negli ultimi giorni. Il Comitato per la rinascita di Torre Vanga: "Disagio e degrado non sono solo percezioni. Sono anni che lo diciamo"

Di Giuseppe Fin e Luca Andreazza - 24 ottobre 2017 - 16:31

TRENTO. 'Causa continue intrusioni scopo furto e danneggiamento la Basilica rimarrà chiusa ogni giorno da mezzogiorno", questo il cartello comparso sulla chiesa di S. Maria Maggiore

 

La chiesa del Concilio di Trento, dove si svolsero le congregazioni preparatorie di tutto il terzo periodo dall'aprile del 1562 al dicembre del 1563, chiude i battenti nel pomeriggio per cercare di prevenire furti e danneggiamenti.

 

"I problemi ci sono - spiega don Andrea Decarli, parroco della chiesa di Santa Maria Maggiore - inutile negarlo. Recentemente abbiamo registrato un aumento delle intrusioni e danneggiamenti. Ovviamente ci dispiace in quanto la gente dovrebbe poter entrare liberamente in chiesa, ma pregare. Questo il motivo che ci ha spinto a prendere questa decisione che ci auguriamo provvisoria. Si tratta di eventi ciclici, ma adesso sono diventati davvero troppi. Il problema è l'ambiente esterno, finché si poteva sperare nel miglioramento abbiamo tenuto aperto, ma poi bisogna prendere delle decisioni per salvaguardare le opere d'arte della chiesa. Il controllo purtroppo non è il massimo e dobbiamo trovare le giuste contromisure". 

 

Una decisione che prende le mosse soprattutto per alcuni spiacevoli episodi. Negli ultimi giorni, infatti, alcune persone si sono introdotte all'interno del luogo sacro per forzare e scassinare le cassette dell'elemosina, portando via anche dei soldi. Colpito anche il sacrario dove vengono custodite le particole. Non solo, nel mirino sono finite inoltre un braciere e le candele, oggetti sacri che sono stati scagliati in giro per la chiesa danneggiando, in passato, una statua e in altre circostanze dei quadri di valore storico.

 

"Questo - commenta Franco Dapor del Comitato per la rinascita di Torre Vanga - è solo l'ennesimo segnale che dimostra l'attuale situazione tra Santa Maria, piazza della Portela e Torre Vanga. Si continua a parlare della percezione di disagio e degrado, che invece è una realtà. Questi episodi confermano quanto stiamo dicendo ormai da anni. Dispiace che a farne le spese questa volta sia una chiesa".

 

 

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