Senzatetto dorme fuori dalla chiesa mentre c'è la messa, il parroco: ''Quanto sta accadendo è inammissibile. A breve chiuderemo il piazzale con il cancello"
''Sicuramente si tratta di una situazione di disagio: quello che è accaduto domenica e, già altre volte, all'ingresso della chiesa non è ammissibile. In questi anni abbiamo provato ad aiutare queste persone, in collaborazione con i servizi sociali: un paio di queste hanno accettato e adesso stanno compiendo dei percorsi positivi, tutti gli altri hanno sempre rifiutato qualsiasi supporto" prosegue Don Severino Vareschi

TRENTO. Una prima soluzione potrebbe arrivare già nelle prossime settimane quando piazzale Beato Mario Borzaga verrà recintato, così da rendere impossibile l'accesso allo spazio asfaltato che separa la chiesa di Sant'Antonio ai locali dell'oratorio della parrocchia.
Il problema del degrado nel quartiere della Bolghera è ormai arcinoto da mesi: un gruppo di senzatetto, quasi tutti alle prese con problemi di dipendenza da droga e alcool, staziona abitualmente - sia di giorno che di notte - negli spazi antistanti la chiesa e nel piazzale dell'oratorio.
Già nei mesi scorsi la Curia aveva annunciato di voler posizionare un cancello per chiudere uno spazio che dovrebbe essere "alla portata di tutti" ma che, arrivati a questo punto, deve essere delimitato e inibito all'ingresso per i senza fissa dimora, che lì vi dormono, spargono i propri rifiuti e spesso fanno anche i bisogni.
"Nelle prossime settimane - racconta molto educatamente don Severino Vareschi, parroco di Sant'Antonio - verrà sistemata la cancellata. Le autorizzazioni sono, più o meno, a posto e gli artigiani sono al lavoro per costruire la recinzione che porterà alla chiusura del piazzale intitolato al Beato Mario Borzaga. Dispiace essere costretti ad arrivare a tanto, ma non c'è altra soluzione".
Uno dei "problemi" della zona verrà risolto (almeno si spera), ma da diverse settimane a questa parte c'è anche la questione che riguarda lo spazio direttamente antistante gli ingressi della chiesa.
Domenica l'ultimo eclatante episodio, con uno dei senza fissa dimora che ha eletto quei luoghi a propria residenza, che dormiva - tra lattine di birra vuote e rifiuti - davanti ad una delle porte (aperte) mentre all'interno era in corso la messa della domenica mattina.
"Quello è un altro problema del quale abbiamo già parlato e che dovremo affrontare nuovamente, per il quale non abbiamo ancora trovato una soluzione precisa - prosegue don Severino -. Sicuramente si tratta di una situazione di disagio: quello che è accaduto domenica e, già altre volte, all'ingresso della chiesa non è ammissibile. In questi anni abbiamo provato ad aiutare queste persone, in collaborazione con i servizi sociali: un paio di queste hanno accettato e adesso stanno compiendo dei percorsi positivi, tutti gli altri hanno sempre rifiutato qualsiasi supporto".
Tra i parrocchiani e i residenti la situazione è "tesa", visto che il problema si trascina ormai da mesi.
"C'è chi si dimostra più comprensivo - conclude - e chi, invece, non sopporta più quanto sta accadendo e ormai mal sopportano quanto purtroppo accade. Negli ultimi mesi la situazione era un po' migliorata, nel senso che c'erano meno persone "fisse", mentre le presenze aumentano durante il periodo invernale. Ci sono poi anche quelli che vengono, stanno qui due - tre giorni e poi se ne vanno. Il quadro è molto complicato, ma è indubbio che si debba trovare una soluzione per risolvere un problema che si protrae ormai da parecchi mesi".













