In pieno centro, alle 10 del mattino senzatetto dorme tra coperte e cartoni. ''Sistema di accoglienza sotto pressione. Il Comune sta facendo tutto il possibile"
E' sempre più frequente, putroppo, imbattersi in pieno centro in persone che dormono su giacigli di fortuna tra cartoni e coperte. L'assessore Pedrotti: "L'apertura del dormitorio ai Cappuccini una risposta parziale ma significativa"

TRENTO. Un normale martedì mattina in centro a Trento, e c’è una persona che, intorno alle 10, dorme stesa su cartoni e coperte nella galleria che collega piazza Cesare Battisti e via San Pietro mentre di fianco a lui passano turisti, lavoratori e mezzi.
Pieno centro storico di una città che continua a fare i conti con una situazione complessa: non è la prima segnalazione di senzatetto "accampati" per le vie del capoluogo trentino, costretto a fare i conti con un sistema di accoglienza sotto pressione. Per i richiedenti asilo, ma non solo.
Anche per questo motivo il Comune di Trento nei prossimi giorni, anche in previsione dell’arrivo dell’autunno e dell'abbassamento delle temperature, inaugurerà un nuovo dormitorio al convento dei Cappuccini.
Con i suoi 734 posti disponibili, il sistema di accoglienza provinciale trentino è costantemente saturo e delle 1.805 persone che hanno presentato domanda di protezione internazionale nel 2023 solo 319 hanno trovato accoglienza in un progetto dedicato.
Le altre sono finite nelle sacche della marginalità, tra periferie e ponti sull’Adige.
La nuova accoglienza notturna al Convento, nata da una sinergia tra Astalli, Cappuccini e Comune di Trento e inserita nel novero dell’attività della “Chiesa che accoglie”, prova a rispondere a una parte di questa umanità in fuga da guerre, violenze, discriminazioni, povertà e conseguenze del cambiamento climatico.
“Sarà particolarmente significativa – commenta parlando a Il Dolomiti l’assessore al welfare di comunità Alberto Pedrotti - la trasformazione di alcuni spazi, a cura di Astalli, da dedicare all’accoglienza notturna di una trentina di persone richiedenti asilo. In più il trasferimenti dall’attuale sede del dormitorio permette di far tornare la palestra delle Bellesini a disposizione delle associazioni sportive del quartiere”.
“Al momento - prosegue Pedrotti - la situazione in città è monitorata attentamente: i dati ci dicono che ci sono ancora tante persone che non si registrano alle liste per ottenere un posto nei dormitori, ma le richieste e gli aumenti dei pasti distribuiti al punto di incontro che sono quadruplicati nel giro di due o tre anni ci danno la percezione di avere a che fare con uno scenario da non sottovalutare e anzi, da gestire”.
In questi mesi peraltro continua a tenere banco la delicata situazione che vede interessata la zona della Bolghera (QUI L'ARTICOLO). “Quello è un caso diverso, si tratta di senza dimora “storici” che sono trentini a tutti gli effetti, che si spostano in varie zone della città: nella zona della chiesa di Sant’Antonio il Comune interviene in linea con le leggi e le normative. Non è questione di essere ‘buoni’, quello che stiamo facendo è mandare tutti i giorni la municipale e tenere aperto il dialogo per tenere la situazione nel limite dell’accettabile”.














