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Mori Colli Zugna, chieste le dimissioni del cda. Valter Gazzini candidato presidente, Tranquillini pronto a tornare in sella

Un gruppo di soci sta raccogliendo le firme per la convocazione dell'assemblea straordinaria. Chiesto l'azzeramento delle cariche: "Con noi torna al suo posto il anche il direttore licenziato". LEGGI la lettera del direttore Tranquillini

Di Donatello Baldo - 25 novembre 2017 - 19:26

MORI. Il direttore mandato in 'ferie forzate', poi licenziato in tronco, ora sembra sia in ferie veramente. Luciano Tranquillini è all'estero mentre a Mori si consuma un assalto (del tutto democratico) al vertice della Cantina sociale: una scalata in piena regola, nel senso che ogni regola statutaria è utilizzata per fare tabula rasa dell'attuale dirigenza e mettere al suo posto un nuovo gruppo.

 

Se tutto va secondo i piani, al ritorno dalle ferie l'ex direttore rientrerebbe in cantina dalla porta principale, assunto nuovamente e rimesso al suo posto, ancora come direttore. Perché l'intento del gruppo di soci che si sta muovendo in queste ore ha come obiettivo il reintegro di Luciano Tranquillini.

 

Alla guida di quella che in nessun modo vuole essere definita una fazione c'è Valter Gazzini: "Non è una fazione e non c'è nessuna volontà di farsi la guerra. C'è semplicemente la voglia di non sacrificare tutto il lavoro fatto fin qui, rinunciando a colui che ha trasformato la nostra cantina in una tra le 100 migliori d'Italia". 

 

"Ci siamo trovati con un gruppo di soci, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo deciso che qualcosa bisognava fare. La situazione è molto pericolosa - spiega - e il rischio del salto nel vuoto è dietro l'angolo".

 

Il presidente e tre membri del consiglio sono in scadenza. L'iter naturale prevede che a breve siano convocati i soci per l'approvazione del bilancio e per la nomina dei componenti da integrare. Si sa che Saiani non si ricandida, non si sa chi altri possano candidarsi.

 

Si sa però che la maggioranza del cda rimarrebbe nelle mani di chi ha governato la cantina fino ad ora e la linea della presidenza uscente sarebbe rappresentata dall'attuale vice Francesco Moscatelli. Un dato quindi è certo: Tranquillini rimarrebbe fuori e al suo posto nessuno sa chi potrebbe arrivare.

 

"Luciano Tranquillini è il direttore che ha trasformato questa cantina, quello che ha dato indicazioni so come costruire la struttura, quello che ha dato qualità, che ha portato i bilanci a cifre record - spiega Gazzini - è necessario dare continuità, un salto nel buio farebbe male a tutti".

 

Ecco che per questi motivi il gruppo sta raccogliendo le firme per l'autoconvocazione dei soci. Nel cappello della lettera andata al cda si chiede un atto di responsabilità: le dimissioni di tutti i componente. Nel caso che questo invito non sia accettato si chiede la convocazione, ai sensi dello statuto, di un'assemblea generale di tutti gli associati.

 

L'ordine del giorno è di soli due punti: uno, decadenza dell'attuale Consiglio di Amministrazione; due, nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. "Altre soluzioni non ce ne sono - spiega Gazzini - perché le proposte sul campo sono antitetiche".

 

"Se non si dimette spontaneamente è necessario che siano i soci a decidere, decidendo anche i nomi del Consiglio di amministrazione successivo". Ed ecco i nomi che il gruppo degli autoconvocati mette sul piatto. Primo tra tutti quello del candidato presidente, Valter Gazzini.

 

"Oltre a me, come vice proponiamo Ettore Modena - spiega - e tra i componenti del Consiglio di Amministrazione proponiamo Pio Laghi, Mariano Secchi, Mauro Lanz, Almira Gregori, Maria Monica Benedetti, Fausto Cescatti, Mauro Zandonatti, Giuliano Sartori, Massimo Gazzini".

 

"Due posti sono ancora vacanti perché stiamo cercando di rappresentare tutto il territorio che afferisce alla cantina - spiega Gazzini - e in questi giorni stiamo presentando le idee e la squadra in numerosi incontri". 

 

"Siamo pronti a prendere in mano la situazione - afferma convinto il candidato presidente - e rispetto a quanto successo all'interno della cantina, se ci sono stati errori, leggerezze o inadempienze interverremo". 

 

"Ma l'intervento - spiega - sarà una sanzione proporzionale al fatto, non un licenziamento. Sappiamo che si tratta di una questione contabile, amministrativa, non siamo di fronte a frodi o reati dolosi. E Tranquillini lo spiega bene nella sua lettera, tutti erano a conoscenza e il direttore si è voluto assumere la responsabilità per difendere tutta la struttura". 

 

Una mossa che altri, secondo il gruppo che forse nei prossimi giorni diverrà gruppo dirigente, hanno usato per scaricare su Tranquillini tutta la colpa. "Se si fosse voluto veramente difendere la cantina, questa responsabilità se la sarebbero dovuta prendere il cda, perché il direttore è la dinamo della cantina, è il centro, è la cantina stessa".

 

Valter Gazzini, pronto ad assumere l'incarico di presidente, fa l'ultimo appello al Consiglio di Amministrazione che cercherà di spodestare: "Se arrivassero dimissionari all'assemblea sarebbe meglio - osserva - si eviterebbero la mozione di sfiducia, ed eviterebbero una contrapposizione che farebbe male a tutti".

 

"Ma se sarà così - sostiene - l'unica soluzione è quella di dare la parola all'assemblea, perché la Cantina sociale è una società cooperativa, vige il principio democratico che la proprietà è dei soci. Decideranno tra le due opzioni in campo. Noi siamo pronti".

 

 

 

 

 

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