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Pedopornografia, 48 indagati e 10 arresti. Coinvolti bambini da 3 a 12 anni, in manette anche un infermiere 46enne trentino

L'operazione condotta dalla polizia postale e delle comunicazioni del Trentino Alto Adige è partita nel 2016. Le indagini hanno portato all'arresto di 10 persone in diverse regioni d'Italia. In manette anche un magistrato siciliano

Di Giuseppe Fin - 13 ottobre 2017 - 12:41

TRENTO. Miglia di video e immagini pedopornografiche che ritraevano bambini dai 3 ai 12 anni. E' un'operazione su scala nazionale quella portata avanti dalla polizia postale e delle comunicazioni del Trentino Alto Adige che ha visto oltre un anno di indagini ed ha portato all'arresto di 10 persone, 48 indagati e 47 perquisizioni.

 

Tra gli arresti c'è anche un trentino, un infermiere di 46 anni le cui indagini hanno fatto trovare nel suo computer oltre 1.500 file tra immagini e video. Sempre dal Trentino ci sarebbe un altro uomo coinvolto, un 47enne, lavoratore dipendente, indagato.

 

L'operazione, denominata “Black Shadow” è stata portata avanti grazie all'abilità e alla professionalità messa in campo dagli investigatori informatici che ha permesso di scoperchiare il vaso di Pandora consentendo di ricostruire la rete di pedofili e pedopornografi che, utilizzando un servizio di instant messaging criptato, come Skype, ritenuto riservato e sicuro hanno scambiato una grande quantità di materiale pedo-pornografico.

 

 

Per capire a come si è arrivati ai 48 indagati in associazione a delinquere e ai 10 arresti occorre però fare un passo indietro. L'incipit delle indagini, infatti, è partito nel febbraio del 2016 quando la sezione della polizia postale di Bolzano ha arrestato un uomo della Val Pusteria trovato in possesso di quattro Terabyte di materiale digitale, foto e video, contenente esibizioni pornografiche di minorenni.

 

Le dichiarazioni del soggetto sulla provenienza del materiale hanno insospettito gli investigatori informatici della polizia della comunicazioni. Da qui sono partite le indagini e all'interno del pc dell'arrestato, oltre al materiale pedopornografico, è stata trovata una rubrica con decine e decine di contatti utilizzati e l'uso abnorme dell'applicazione Voip.

 

Con particolari software gli agenti sono riusciti a ricostruire le varie chat dalle quali è emersa la morbosità della conversazioni e dialoghi riferiti a pratiche sessuali con minorenni. L'uomo altoatesino nelle chat si presentava come madre di una bambina minorenne, affermava di essere attratto sessulamente da bambini di tenera età e offriva poi agli interlocutori materiale pedo-pornografico.

 

La ricostruzioni delle chat ha portato all'individuazione del coinvolgimento di 48 persone provenienti da Trentino, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna , Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna.

 

Le indagini hanno portato all'arresto anche di un magistrato siciliano, di Messina, in servizio alla Corte d'appello di Reggio Calabria. Per lui ad aggravare ulteriormente la situazione ci sarebbero degli scatti autoprodotti di bambini.  Sono intanto in corso ulteriori accertamenti per accertare la varie responsabilità individuali e tra gli indagati ci sono anche insegnanti, liberi professionisti e un dirigente di una squadra di calcio.

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