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Adunata di Trento, gli Alpini chiedono ufficialmente scusa alle donne che hanno subito molestie e provocazioni

In questi giorni vi abbiamo raccontato di quanto accaduto a Trento durante l'Adunata nonostante gli attacchi di chi non ha visto e chi ha visto ma ha ritenuto che fosse tutto normale. Oggi il comitato organizzatore chiede scusa dissociandosi da quanto accaduto. Un gesto molto nobile che fa fare un passo avanti a tutta la società

Di Luca Pianesi - 18 maggio 2018 - 18:14

TRENTO. "Il Comitato organizzatore, a nome dell’Ana nazionale, condanna fermamente ogni atteggiamento che possa aver dato adito a situazioni spiacevoli nei confronti delle donne ed esprime piena solidarietà verso chiunque si sia sentita molestata o a disagio". Sono arrivate le scuse ufficiali del corpo nazionale degli alpini. Da qualche giorno stiamo cercando di raccontare con testimonianze e interventi quanto accaduto durante la tre giorni di Adunata degli Alpini di Trento. Una grande festa, sporcata, però, purtroppo, anche da atteggiamenti e comportamenti sessisti e molesti.

 

Abbiamo raccontato di chi, uomo, ha risposto con la violenza rifilando due cazzotti agli alpini che infastidivano la sua ragazza di 19 anni, di chi ha preferito chiudersi in casa per i fischi e gli abbracci non richiesti ricevuti in strada, di chi ha dovuto lo stesso lavorare e sorbirsi i "bambolina", "mona", " gnocca", "cameriera, fai la brava", le mani sui fianchi e i baci non graditi. Abbiamo raccontato di chi si è sentita dire “che bela moreta, fammi un pomp..o” mentre prendeva le ordinazioni e frasi del tipo “non mi faccio servire da una marocchina”. Per non parlare del nonno alpino che davanti ai due nipotini in tenuta mimetica, mentre pranzava in un ristorante cinese all'avvicinarsi di una venditrice ambulante le ha detto "dai negra, o mi fai toccar le tette o sloggia".

 

Tutto è partito dal comitato "Non una di meno" e dal primo articolo scritto da il Dolomiti e la notizia, poi, è stata ripresa da tutte le principali testate nazionali (da Repubblica al Fatto, dal Corriere a Wired). Al contrario, invece, i giornali locali si sono sperticati in elogi, intenti solo a raccontare quanto è stata bella la tre giorni di Trento, quanti incassi si sono fatti e quanti applausi sono stati spesi. Bene, bravi, bis. E anche per questo, ci siamo ritrovati soli a raccontare quanto, invece, era purtroppo accaduto durante la grande manifestazione. Abbiamo cercato di raccontare sia la meraviglia della sfilata, del passaggio delle Frecce Tricolori, di Mattarella, dei tanti sorrisi degli Alpini che sono giunti in città e dei tanti trentini che li hanno accolti, sia i disagi. E quindi i problemi legati a un sabato notte, alcolico, più simile a un rave che a un evento che doveva ricordare i nostri nonni, il dramma della Grande Guerra e il centenario dalla sua fine. 

 

Abbiamo raccontato delle molestie subite da tante donne, per tutta la tre giorni, di notte e di giorno e siamo stati sotto attacco di chi, incredulo, non avendo vissuto in prima persona la cosa, la riteneva per questo non vera e di chi, pur avendola vissuta, la giustificava perché "alla fine sono complimenti te li devi prendere vanno accettati''. Mani sui fianchi non richiesti, pacche sul culo e battute pesanti, per molti, in fin dei conti, in questo Paese, sono ancora visti come una sorta di apprezzamento che la donna deve subire magari ringraziando, anche. Ebbene gli Alpini non la pensano così, per fortuna e oggi chiedono scusa ufficialmente. Un gesto che fa loro onore, davvero tanto, che mostra chi sono i veri Alpini e che permette a tutta la società di fare un grande passo avanti.

 

Lo abbiamo fatto insieme e siamo orgogliosi di aver contribuito a questa piccola rivoluzione e ringraziamo, per questo, chi ci ha sostenuto e chi ha sostenuto il comitato "Non una di meno". Ringraziamo anche chi ci ha criticato perché la discussione che si è aperta sulla nostra pagina Facebook, i post di alcuni davvero incredibili, alcuni da età della pietra, sono serviti sicuramente anche all'Ana, a capire quanto bisogno ci sia, ancora, in Italia di condurre queste battaglie. C'è tanto da fare e ringraziamo gli Alpini per queste parole. Ecco il comunicato integrale

 

"In seguito agli episodi segnalati da alcune donne durante l’Adunata nazionale degli Alpini a Trento, il Comitato organizzatore, a nome dell’Ana nazionale, condanna fermamente ogni atteggiamento che possa aver dato adito a situazioni spiacevoli nei loro confronti ed esprime piena solidarietà verso chiunque si sia sentita molestata o a disagio. L’Ana si dissocia totalmente da simili comportamenti, assolutamente estranei ai valori di rispetto, concordia e solidarietà che ogni giorno gli alpini evidenziano nel servizio alle loro comunità e a chiunque si rivolga a loro. 

Il Comitato, anche a nome dell’Ana, prendendo atto di queste testimonianze, esprime totale solidarietà e vicinanza al mondo femminile, invitando chi avesse subito comportamenti offensivi o lesivi a rivolgersi alle autorità competenti, per la dovuta segnalazione o per eventuale denuncia. 

Questo, fermo restando il grande clima di gioia che gli alpini hanno saputo trasmettere, insieme ad un grande sentimento di pace e di fratellanza, capace di sedimentare senso di responsabilità, amicizia e condivisione. E senza scordare che un secolo di storia, dalla nascita dell’Ana nel 1919, ha sempre visto le donne al fianco degli alpini, stimate e rispettate, preziose collaboratrici dei loro impegni e dei loro successi, senza che mai gli alpini abbiano dato adito a comportamenti meritevoli di riprovazione.

Uno stile e una considerazione per il mondo femminile, che oggi vogliamo ribadire come conquista culturale appartenente al Dna alpino, sul quale non è possibile alcuno sconto, né soprassedere per alcuna ragione".

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