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''Appello a tutti gli escursionisti della montagna. Aiutateci a ritrovare Mario Bonduan''

I familiari dell'uomo scomparso 8 anni e mezzo fa a San Candido non si danno per vinti e chiedono alla rete di aiutarli: "Prestate attenzione a piccoli avvallamenti, fitta vegetazione che potrebbe nascondere un corpo, o come nel nostro caso, i resti di un cadavere"

Di Luca Pianesi - 17 luglio 2018 - 13:27

BOLZANO. "Appello a tutti gli escursionisti della montagna. Prestate attenzione a piccoli avvallamenti, fitta vegetazione che potrebbe nascondere un corpo, o come nel nostro caso, i resti di un cadavere. Contro di noi il tempo: 8,5 anni non sono pochi, ma anche il minimo dettaglio può aiutarci a ritrovare papà. Abbiamo bisogno di tutti". Non si danno per vinte Stefania e Angela Bonduan, familiari di Mario Bonduan, scomparso nel nulla la sera del 30 dicembre 2009 a San Candido, in Alto Adige. Sono passati otto anni e mezzo ma ieri entrambe hanno fatto un altro appello sui social chiedendo di essere aiutate soprattutto a chi si trova nelle zone di San Candido e di Montello (in quest'ultimo posto vi erano state delle segnalazioni).

 

La famiglia del signor Mario vuole conoscere la verità, capire cosa può essere accaduto la vigilia dell'ultimo dell'anno di quell'inverno. Questa la ricostruzione degli eventi (riportata fedelmente dal sito realizzato dalle figlie http://riportiamoacasamariobonduan.blogspot.com/): "Ci trovavamo con dei parenti in località Valle di Casies frazione Colle di Fuori (BZ) ove siamo soliti trascorrere le vacanze. Nel pomeriggio del 30 dicembre 2009 ci trovavamo con parenti presso la piscina “Acquafan” di San Candido. Verso le 18 nostro padre si è recato con un amico a fare una passeggiata nel centro di San Candido dalla quale non ha fatto rientro".

 

"Avvisate dall’amico verso le 18.45 - proseguono Stefania e Angela Bonduan - della scomparsa, dopo una prima ricerca effettuata autonomamente, alle 19 ci siamo recate presso la stazione di polizia di San Candido per segnalarne la scomparsa sottolineando la preoccupazione legata anche al suo stato di salute. Le ricerche nel centro di San Candido sono state attivate immediatamente, mentre noi abbiamo continuato, aiutate dai parenti, le ricerche portandoci fino a Cortina, il confine austriaco e la valle presso cui abbiamo l’abitazione. Il giorno successivo (31.12.09) sono state attivate le unità cinofile: le tracce hanno portato sino ai binari della stazione di Dobbiaco da cui si ipotizza la possibilità che nostro padre abbia preso un treno. Il giorno 01 gennaio 2010 nella stazione di Dobbiaco, ci avviciniamo ad un homeless, che ha riferito di aver visto nostro padre la mattina del 31 dicembre verso le 05,20. Dopo essersi seduto sulla panchina si sarebbe alzato e diretto al binario per prendere il treno annunciato alle ore 05.33. Il senzatetto riferisce che gli sembra di averlo visto scendere poi a Villabassa (stazione successiva a Dobbiaco e precedente a Monguelfo da cui parte la laterale che porta in Val di Casies)".

 

"Su nostra richiesta - ricostruiscono ancora - il giorno 02 gennaio 2010 vengono fatte uscire le unità cinofile per controllare la stazione di Villabassa: il conduttore visto il comportamento del cane ritiene che Mario Bonduan possa essere sceso alla stazione di Villabassa. Pensando che nostro padre si potesse essere addentrato nel primo sottobosco per tornare a casa, abbiamo con amici organizzato un controllo della zona compresa tra Versciacco e Monguelfo. Il giorno sabato 09 gennaio 2010 con inizio alle 8 circa e termine alle 12 circa del medesimo giorno, dopo diverse nostre pressioni, sono state effettuate le ricerche nelle zone di Dobbiaco, Villabassa, Monguelfo, Val Casies, Valdaora. L’esito è stato negativo".

 

Negli anni le ricerche sono continuate e anche la trasmissione Chi l'ha Visto si è occupata del caso con diversi avvistamenti avvenuti in varie zone del Nord Italia, purtroppo senza esiti positivi. A 8 anni e mezzo di distanza le figlie di Mario chiedono di essere aiutate a ritrovare il loro padre a prescindere. La cosa più importante è sapere, capire e allora ecco l'ultimo appello diffuso da Stefania e Angela con preghiera di condivisione: "Appello a tutti gli escursionisti della montaga...occhi aperti...San Candido e dintorni e zona Montello. Potrebbero sembrare luoghi banali perché frequentati eppure a volte anche l'ovvio sfugge all'occhio umano. Prestate attenzione a piccoli avvallamenti, fitta vegetazione che potrebbe nascondere un corpo, o come nel nostro caso, i resti di un cadavere. Contro di noi il tempo: 8,5 anni non sono pochi, ma anche il minimo dettaglio può aiutarci a ritrovare papà. Abbiamo bisogno di tutti! Grazie".

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