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Capotreno aggredita a Ala, i sindacati: "Servono i tornelli e la polizia sui treni"

Sul fronte politico il primo a muoversi è Claudio Civettini di Civica Trentina: "L’amministrazione provinciale, invece di scaricare su Trenitalia la responsabilità, si attivi con tutti i mezzi possibili per garantire la sicurezza"

Di Luca Andreazza - 23 marzo 2018 - 15:57

TRENTO. Ennesimo episodio di violenza sui treni. Ancora Ala si conferma una tratta caldissima. E' successo sul treno regionale 10985 Rovereto-Verona intorno alle 19 e la tratta è stato interrotta per circa mezz'ora alla stazione dopo l'aggressione del capotreno da parte di un giovane uomo stranieri di origini africane.

 

La dipendente di Trenitalia, una donna di Bolzano, non ha subito conseguenze fisiche, in quanto è stata una violenta aggressione verbale dopo che la capotreno ha chiesto al ragazzo di mostrare il biglietto di viaggio. A farne le spese anche il tablet, la professionista indietreggiando l'ha fatto cadere per finire in frantumi. 

 

Dopo questo episodio e una volta ripartito il treno, la donna è rimasta in servizio, mentre l'uomo ha cercato di scappare, ma sulle sue tracce si sono subito mossi i carabinieri. La capotreno presenterà denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale.

 

Nonostante i controlli all'ingresso dei binari delle principali stazioni del Brennero, soprattutto a TrentoAla-AvioBolzanoDomegliara e Verona, sono stati intensificati dal mese di ottobre sulle tratte più calde, dove si verificano tassi di evasione tariffaria maggiore e conseguentemente anche possibili aggressioni, la situazione resta critica.

 

Subito arriva la solidarietà dei sindacati. "Questa ulteriore aggressione - commenta Christian Tschigg, segretario regionale della Fit Cisl - dimostra che ancora molto c’è da fare per rendere sicuro questo lavoro. E non dobbiamo perdere di vista l’obiettivo di tutela pensando che abbiamo fatto il possibile. C’è sempre la possibilità di migliorare. Solidarietà alla collega che con forza di volontà ha deciso di portare comunque a casa i viaggiatori".

 

Vicinanza anche da parte della Filt Cgil. "Quanto accaduto - dicono Stefano Montani e Alberto Sicari - è l’ulteriore conferma della necessità di prestare la massima attenzione alla garanzia della sicurezza su questa tratta ferroviaria. Un passo concreto in questa direzione può essere la presenza, una tantum e in concomitanza dei treni maggiormente a rischio, degli agenti della polizia locale in stazione".

 

I sindacalisti sollecitano inoltre l’assessore provinciale Mauro Gilmozzi. "Nell’ultimo confronto - aggiungono - insieme alle altre organizzazioni sindacali fa abbiamo espresso all’assessore questa nostra idea e abbiamo riscontrato il suo parere favorevole. E’ opportuno, adesso, che si avvii concretamente questa sperimentazione di presidio. Sollecitiamo anche il sindaco a intervenire organizzando in maniera opportuna gli agenti".

 

La Filt chiede anche di accelerare l’istallazione dei tornelli. "E’ chiaro a tutti che Ala è tra i punti più critici nella tratta Verona-Brennero –concludono Montani e Sicari – preso atto di questa situazione è necessario mettere in atto tutte le azioni di prevenzione possibile per assicurare ai lavoratori e ai passeggeri di viaggiare in totale tranquillità. Siamo consapevoli che queste misure non rappresentano una soluzione definitiva, ma sono un segnale importante e agiscono sicuramente da deterrente verso chi ha comportamenti offensivi e dannosi".

 

Sul fronte politico il primo a muoversi è Claudio Civettini di Civica Trentina. "Non si può - commenta - che esprimere massima solidarietà alla donna. Una solidarietà che ci si augura di sentire presto anche da quel mondo culturale che fa della violenza di genere una battaglia prioritaria, salvo poi sorvolare, forse casualmente, quando di mezzo non c’è un marito o un compagno di qualcuno di origine straniera".

 

Una situazione ritenuta inaccettabile quella della sicurezza sui treni. "E' inderogabile - continua il consigliere provinciale - la necessità che la Provincia, interfacciandosi con Trenitalia, prenda assolutamente provvedimenti. Ormai siamo davanti a un vero e proprio far west: la sicurezza dei viaggiatori e dei controllori è messa spesso a repentaglio".

 

Un problema che si trascina da tempo. "E' ora - conclude Civettini - che l’amministrazione provinciale, invece di scaricare su Trenitalia la responsabilità, si attivi con tutti i mezzi possibili, cioè normativi e politici, affinché pendolari o turisti e personale viaggiante possano tornare a utilizzare i mezzi pubblici o lavorare serenamente senza il timore di assistere all’ennesimo diverbio o episodio di violenza".

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