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| 01 feb 2018 | 12:10

Cibo vegano all'asilo di Bolzano? Il Tar dice no: basta il menù vegetariano

Questa volta il Tar di Bolzano ha respinto il ricorso presentato da una famiglia bolzanina che rivendicava per la loro bambina un pasto senza derivati animali. In due casi aveva dato ragione a una mamma di Merano

Cibo vegano all'asilo di Bolzano?
di Redazione

BOLZANO. All'asilo sì, alle elementari pure al nido no. Questa volta il Tar di Bolzano ha respinto il ricorso presentato da una famiglia bolzanina che rivendicava per la loro bambina, che frequenta l'asilo nido, pasti vegani. Il fatto che venissero già offerti dei menù dietetici, vegetariani, senza carne bovina e suina, infatti, è stato ritenuto sufficiente. La sentenza arriva a un anno di distanza da quella sempre emanata dal Tar di Bolzano che invece aveva dato ragione, per ben due volte a una mamma di Merano che aveva inviato analoga richiesta per l'asilo e poi per le elementari per il suo bambino.

 

La mamma ad un asilo, prima, e alle scuole elementari, poi, di Merano aveva chiesto esplicitamente una dieta speciale: niente carne, niente pesce e anche niente uova, latte e derivati, motivando il tutto con una nota del pediatra che spiegava come anche questi ultimi alimenti avrebbero potuto avere "effetti non favorevoli" nel bambino visto che sin da piccolo seguiva una dieta vegana. Il Comune di Merano, in quel caso, si era messo di traverso chiedendo un preciso certificato medico che motivasse la richiesta della mamma, dicendosi preoccupato per la salute del piccolo.

 

Il Tar di Bolzano finì per dare ragione alla mamma dichiarando l’illegittimità della richiesta formulata dalla pubblica amministrazione e obbligandola a fornire il pasto vegano senza alcuna certificazione medica. Questa volta il fatto che già esistessero dei menù alternativi per vegetariani è stato ritenuto sufficiente. Menu personalizzati sono invece previsti solo per motivi di salute e non per ragioni etico-religiose. A 'salvare' il Comune di Bolzano un regolamento comunale varato nel 2016 dall'allora commissario straordinario Michele Penta che giustifica infatti l'offerta di quattro menu negli asili.

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