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Cinformi, La Spada: "Entro la fine del 2020 terminerà il progetto di accoglienza migranti in Trentino"

Sul futuro del dipartimento che si è occupato in questi anni di accoglienza, il dirigente Fedrigotti spiega, "Attendiamo le decisioni della nuova giunta. Esiste una differenza tra le dichiarazioni fatte in campagna elettorale e quelle che si possono fare dal punto di vista programmatico"

Pubblicato il - 25 ottobre 2018 - 19:13

TRENTO. Stando alle proiezioni fatte a livello locale, tenendo conto delle normative approvate gli scorsi anni e il calo dei flussi di entrata e l'aumento di quelli in uscita, il progetto di accoglienza straordinaria in Trentino terminerà entro la fine del 2020.

 

Questo cosa comporterà? Che le grandi strutture di grande accoglienza verranno chiuse con un'uscita di circa 600 persone all'anno fino ad esaurimento. Proseguirà l'accoglienza ordinaria di poche persone.

 

A fare i conti è stato quest'oggi Pierluigi La Spada, direttore di Cinformi, a termine della presentazione del dossier statistico immigrazione realizzazione dal Centro Studi e Ricerca Idos.

 

In questo momento, in Trentino sono accolte 1441 persone, comprese quelle del progetto Sprar (149) che fa riferimento all'accoglienza ordinaria dei richiedenti asilo finanziata per il 95% dello Stato e con la partecipazione del 5% degli enti locali.

 

“Le nostre proiezioni sull'accoglienza – ha spiegato La Spada - dato il flusso di persone che ci sono, tenendo conto quindi degli arrivi che nel corso di questo anno sono stati 136 a fronte di 336 uscite, la previsione è l'esaurimento dell'accoglienza per il fine del 2021. E' però ragionevole pensare che con il Decreto Minniti e un acceleramento dei tempi, il tutto si esaurisca entro la fine del 2020”.

 

I migranti sono attualmente distribuiti su Trento (663 persone) e Rovereto (191 persone). Sono però 72 i Comuni che sul territorio hanno offerto accoglienza. Dagli iniziali quattro container che nel 2014 erano stati posizionati a Marco di Rovereto, ad oggi sono 230 le strutture utilizzate, e di queste 208 sono appartamenti distribuiti in tutto il Trentino.

 

“Abbiamo due grandi strutture ancora attive – ha spiegato il direttore di Cinformi, che sono quella di Marco dove ci sono ancora una centinaio di persone e la Fersina con 175 persone. Un po' alla volta stiamo riducendo queste grandi strutture e le persone vengono trasferite negli appartamenti."

 

Un capitolo importante è rappresentato dai costi che vengono gestiti da Cinformi in base alle risorse che vengono assegnate quotidianamente sulle presenze effettive.

 

Lo Stato ha stabilito 33 euro al giorno a persona (più iva). Con questi soldi deve essere gestito l'intero progetto che vede circa 180 fornitori che forniscono operatori, affiancamento socio-assistenziale e altro.

“Abbiamo la disponibilità media di 32,34 euro al giorno a persona – ha chiarito La Spada - e noi stiamo spendendo 31,40 euro. Questi soldi per il 45% sono utilizzati per l'acquisto di beni, vitto, alloggio, pocket money, locazioni, utenze e manutenzioni mentre il 55% sono le ore servizio degli operatori”.

 

Una serie di servizi, ricorda il direttore di Cinformi che “ se non fossero forniti dal progetto, ricadrebbero, sui sistemi locali visto che queste persone, dal punto di vista normativo, possono accedere ai servizi sociali socio assistenziali e sanitari alla strega di tutti gli italiani”.

 

In merito alla dichiarazioni del centrodestra fatte in campagna elettorale di un chiusura di Cinformi, La Spada afferma: “Siamo dipendenti pubblici, osserveremo le leggi e quello che la nuova Giunta provinciale deciderà di fare. L'accoglienza è comunque da gestire e se non lo farà la Provincia sarà lo Stato”.

 

Anche per il dirigente provinciale Silvio Fedrigotti, “Occorre attendere le decisioni del nuovo governo provinciale. “Abbiamo letto alcuni dichiarazioni – spiega - ma da quelle fatte in campagna elettorale all'effettività programmatica e politica vedremo cosa accadrà”.

 

 

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