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Continua il braccio di ferro di Fugatti sui 40 profughi: ''Voglio capire se sono clandestini''. Il questore: ''Se lo fossero non sarebbero stati accolti''

Il governatore ha ordinato la sospensione dell'accoglienza, da ieri senza i pasti e da venerdì senza la possibilità di un posto letto alla Residenza Fersina. Nemmeno la riunione del Comitato per l'Ordine pubblico ha risolto la questione: "Devo approfondire"

Di Donatello Baldo - 22 novembre 2018 - 05:01

TRENTO. Maurizio Fugatti vuole capire se questi 40 migranti sono clandestini o richiedenti asilo. Nel dubbio, porte chiuse in faccia. Nell'attesa dell'approfondimento, senza un pasto e senza un tetto. Semplice, ma sarebbe stato molto più semplice alzare il telefono e chiedere al questore.

 

"Signor questore, ma questi 40 a che titolo sono qui?" Avrebbe risposto subito: "Hanno diritto all'accoglienza perché sono protetti dalle leggi italiane e internazionali". Bastava chiedere al dirigente generale del Dipartimento Salute e solidarietà sociale Silvio Fedrigotti, al Cinformi, agli operatori e ai volontari.

 

"Voglio capire", diceva in mattinata Fugatti. Ma nel frattempo dovranno stare senza un pasto, senza un tetto, al freddo e al gelo. E la risposta è la solita della contrapposizione tra noi e loro: "Un paio di giorni cosa sarà mai, non c'è tutta questa apprensione quando rimane fuori un trentino".

 

Ma non si poteva approfondire senza sospendere il servizio? Partendo dalla buona fede, perché lo dice anche Fugatti: "Non ho nessun motivo per credere che questi non siano richiedenti asilo". E allora, perché la decisione che arriva come un fulmine su 40 persone minacciate di essere messe in strada?

 

Semplice, anche in questo caso: i 40 richiedenti asilo sono per Fugatti come la nave Diciotti per Salvini. E' un atto simbolico, una prova di forza per gridare al mondo "questa è casa mia, qui comando io". Un messaggio politico rivolto agli elettori, a quel popolo che voleva il cambiamento.

 

E come dimostrare che il vento si è girato se non sulla pelle di 40 migranti? In campagna elettorale non si è parlato di altro, era inevitabile che un segnale andava dato. Questione di principio.

 

Fugatti vuole anche capire come mai vengano a Trento, perché la richiesta di asilo la facciano proprio qui. Invece dello sfratto, il governatore doveva prendersi il tempo di chiederlo direttamente a loro, oppure ai volontari che non li hanno mai abbandonati. Se la paura è quella dell'invasione dev'essere tranquillizzato: sono i soliti 40 che per tanto tempo hanno dormito al parco Santa Chiara.

 

Fugatti vuole fare il ministro dell'Interno in sedicesimo, ma non ha titolo per farlo. Alla Provincia spetta l'accoglienza, alla Questura e al Commissariato del Governo l'ordine pubblico anche in materia di immigrazione. Sono loro che riconoscono la fondatezza della richiesta: siamo di fronte a un'invasione di campo, a un conflitto istituzionale.

 

Questore e prefetto avrebbero tutto il diritto di risentirsi di questo atteggiamento. Per la legge, un migrante ha il diritto di presentare la richiesta di asilo. Saranno poi gli organismi preposti - che non sono affatto provinciali - a vagliare le domande.

 

Nel pomeriggio l'incontro del Comitato per l'Ordine e la sicurezza. Questore, prefetto, sindaco e il governatore che però, sembra, la domanda se questi siano richiedenti asilo o clandestini non l'ha posta. Il questore gli avrebbe risposto nello stesso modo in cui ha risposto a IlDolomiti.it: "Ma secondo lei, potremmo mai accettare che dei clandestini siano accolti dalle strutture pubbliche?"

 

Il presidente della Provincia continua a dire che vuole prendere tempo per approfondire: fino a quando? E approfondire che cosa, visto che è tutto chiaro? Venerdì, secondo la disposizione, dovranno tutti abbandonare la struttura. Fino a quando durerà la prova di forza sulla pelle di 40 richiedenti asilo?

 

"Prenderemo una decisione nei prossimi giorni, naturalmente nel rispetto delle normative. Stiamo verificando la loro posizione giuridica", spiega Fugatti in un comunicato.

 

"Il nostro timore - ribadisce - è che se accogliamo in questo modo, senza verificare attentamente i requisiti dei richiedenti, si alimenti il rischio di arrivi incontrollati ed irregolari". Verifiche, lo ribadiamo anche noi, che sono già state fatte dalla Questura e che comunque non competono alla Provincia.

 

Fugatti vuole comunque avere "ulteriori informazioni circa lo status delle persone che hanno usufruito del progetto promosso dall'amministrazione comunale".

 

E conclude: "Attendiamo quindi queste verifiche prima di prendere una decisione in merito all'utilizzo della struttura di Via Fersina". Decisione che speriamo arrivi entro venerdì, termine ultimo per l'utilizzo della struttura di accoglienza.

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