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Era arrabbiato con la pubblica amministrazione e banche: fabbrica e lancia molotov, danneggia vetture, incolla bancomat e videocitofono del sindaco

Le indagini sono partite dal ritrovamento degli ordigni a Trento, quindi si prosegue per i danneggiamenti agli sportelli dell'Istituto di credito e il lancio di molotov a Pergine: i successivi accertamenti dei carabinieri e della Digos hanno permesso di risalire all'uomo quale artefice delle attività messe in atto

Di Luca Andreazza - 29 maggio 2018 - 13:31

PERGINE. Due molotov e cinque bancomat messi fuori uso, auto colpite da sassi e il videocitofono del sindaco incollato. Un fine movimento quello di Pergine e nei guai un uomo, P.L. di 56 anni, individuato quale autore di tutti questi gesti.

 

Le indagini sono partite dal ritrovamento degli ordigni a Trento, quindi si prosegue per i danneggiamenti agli sportelli dell'Istituto di credito: i successivi accertamenti dei carabinieri di Borgo e della Digos hanno permesso di risalire all'uomo quale artefice delle attività messe in atto negli ultimi giorni. 

 

Nella giornata di ieri è scattata la perquisizione nell'abitazione dell'indiziato e le forze dell'ordine hanno sequestrato alcuni oggetti ritenuti utili a dimostrare la fabbricazione e utilizzo di ordigni incendiari, la responsabilità in questi eventi, oltre che per altre azioni commesse nel corso delle ultime settimane, sempre nel perginese.

 

Il 56enne è inoltre fortemente sospettata di essere la persona che nella giornata di giovedì ha abbandonato lo zainetto con all'interno tre molotov in piazza d'Arogno a Trento e successivamente raccolte da un operatore ecologico che ha lanciato l'allarme (Qui articolo), mentre si tende a escludere che la mano sia la stessa dell'attacco ai mezzi militari a Roverè della Luna, per il quale ci sarebbe la rivendicazione anarchica.

 

La polizia, già sulle sue tracce per alcuni precedenti specifici, comunque non legati all’ideologia anarchica, è risalita in breve tempo al 56enne, il quale nell'ultimo periodo aveva energicamente manifestato acredine nei confronti della pubblica amministrazione e altri soggetti diventati poi obiettivi da colpire per motivazioni personali, senza quindi eventuali sentimenti ideologici

 

Si parte così dall'evento di giovedì a Trento e dopo i diversi episodi, gli elementi raccolti, grazie anche alla collaborazione della cittadinanza, ha permesso di collegare tutti i tasselli e individuare questa persona fortemente sospettata di aver commesso i delitti.

 

"Ci tengo a evidenziare - commenta Massimo D'Ambrosio, questore di Trento - la celerità dell'attività di investigazione della Digos, che in questo momento in cui si sono verificati episodi degni di attenzione, nonché attentati di matrice anarchica, ha riconfermato come resti alta l’attenzione investigativa, al fine di far si che i responsabili siano individuati e assicurati alla giustizia. Questo anche nell’ottica del fatto che finalmente è emersa tutta l’intolleranza ormai del tessuto sociale, nei confronti di questi noti personaggi".

 

Due le molotov scagliate in pieno giorno a Pergine, nel mirino la casetta della festa delle Pro Loco e il cortile di un condominio in viale Venezia.

 

A mezzogiorno il primo allarme all'ingresso del parco Tre Castagni e quindi nel cortile che ospita al piano terra il negozio Nkd, un ufficio di un commercialista e un fisioterapista. In entrambi i casi, nonostante la giornata fosse affollata per il mercato, non si registrano feriti oppure danni alle vetture, limitati invece i danni alla casetta della Pro Loco.

 

L'uomo non sarebbe al centro solo di questi episodi, in quanto nei giorni precedenti avrebbe colpito un'auto di grossa cilindrata, parcheggiata dal conducente per pochi minuti nel piazzale, e una concessionaria di lusso, sempre nel perginese. Simile in entrambi i casi la dinamica: danneggiamenti mediante il lancio di sassi.

 

Non pago l'uomo ha anche colpito ben cinque bancomat e il videocitofono del sindaco di Pergine, Roberto Oss Emer. I rapporti con il personale dell'Istituto non erano dei migliori e ecco allora che per ripicca si è preso la libertà di riempire le tastiere numeriche con la colla per metterli fuori servizio.

 

E proprio da questo ultimo episodio sono partite le indagini: i militari hanno preso visione e acquisito le immagini di videosorveglianza delle banche e sono riusciti a identificare senza dubbi il responsabile. 

 

Fatale il modus operandi e un paio di errori commessi nel corso dei danneggiamenti: l’uomo fingeva un prelievo ma anziché prendere denaro, versava colla. Il 56enne era coperto da un cappuccio e cercava di nascondersi all'occhio delle telecamere, ma durante i suoi tentativi è stato maldestro e l'Arma è riuscito a riconoscerlo e identificarlo.

 

Successivamente le indagini e ulteriori riscontri sono riusciti a confermare che l'autore dei gesti fosse proprio l'uomo, che è stato denunciato. A quel punto la palla è passata alla Digos che ha terminato la ricostruzione del quadro indiziario per attribuire tutte le azioni al 56enne.

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