Espulsione dall'accademia di Venezia per la studentessa trentina che ha imbrattato un leoncino del '700
Con altri due studenti aveva imbrattato un'opera della Laguna. Dopo le dure parole del sindaco ("Dovranno pulire tutta la città davanti a tutti") interviene anche il direttore dell'Accademia: "Noi insegniamo a valorizzare la bellezza, non a vandalizzarla"

VENEZIA. Dovrà fare le valige anche la studentessa trentina che nei giorni scorsi aveva avuto la brillante idea di imbrattare la statua di un leoncino risalente al '700. "Vanno espulsi - ha tuonato il il direttore dell'Accademia delle Belle Arti, Giuseppe La Bruna - se vogliono vadano in un'altra Accademia".
Dopo la segnalazione di una ragazza, che aveva assistito all'atto vandalico, le Forze dell'ordine avevano individuato gli autori, tutti studenti fuori sede tra cui una giovane trentina. "Hanno creato un danno all'istituto - spiega il direttore in un'intervista al Gazzettino - e quindi serve un monito forte. Credo che tutta la città voglia questo provvedimento perché è necessario educare i ragazzi".
"Si continua a dire che le persone vadano recuperate, penso sia possibile recuperarli anche in questo modo, basta con le giustificazioni. Mi sono confrontato con alcuni colleghi - continua Giuseppe La Bruna - non ha senso che stiano all'Accademia, perché a 22 anni non si è più ragazzini".
La bravata, quindi, potrebbe costare cara ai tre studenti. Oltre alla denuncia penale, al pagamento dei lavori di restauro, potrebbe essere decisa dal senato accademico anche l'espulsione dalla facoltà: "In accademia - afferma il direttore - insegniamo ad ammirare il bello, non a vandalizzarlo".












