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Il questore D'Ambrosio lascia Trento: ''Ora la città è più sicura, abbiamo inferto duri colpi allo spaccio"

Massimo D'Ambrosio traccia un bilancio positivo dell'attività di questi quattro anni alla guida della questura trentina, un ruolo ricoperto dal 26 gennaio 2015. Dal prossimo 1 settembre il nuovo questore di Trento è Giuseppe Garramone

Di Luca Andreazza - 29 agosto 2018 - 13:06

TRENTO. "Un trend a calare di tutti i fenomeni delittuosi e una costante crescita dei risultati, quattro anni da voto 8, abbiamo prima portato i risultati e poi parlato", queste le parole di Massimo D'Ambrosio, 65enne e ormai in vista della pensione, pronto a lasciare spazio dal prossimo 1 settembre al nuovo questore di Trento, Giuseppe Garramone.

 

D'Ambrosio traccia un bilancio positivo dell'attività di questi quattro anni alla guida della questura trentina, un ruolo ricoperto dal 26 gennaio 2015. In carriera ha ricevuto diversi riconoscimenti, come la medaglia di benemerenza per in occasione del sisma del 23 novembre 1980 e le medaglie d’oro per anzianità e al merito di servizio, ma anche l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

 

"Nonostante - dice D'Ambrosio - tutte le difficoltà della carriera, sono soddisfatto del mio percorso. C'è un po' di commozione dopo tutti questi anni di servizio e se l'impianto normativo fosse diverso sarei rimasto volentieri. Ho cercato di portare un contributo e c'è ancora tanto da fare, ma lascio forte di fatti e risultati. Qualcuno non ha apprezzato il mio operato, ma fa parte del gioco: sono tantissimi anche gli attestati di stima".

 

Il questore lascia numeri alla mano. "Il 2018 è ovviamente ancora in corso - spiega il questore - ma le proiezioni sono buone. Nel 2017 a livello regionale abbiamo svolto 524 operazioni anti-droga, il 56% a Trento, per un +37% rispetto al 2016: quando sono arrivato questo indice si fermava a poco più di 300. Sono incrementati i sequestri delle droghe sintetiche, hashish e marijuana". 

 

"Un impulso - evidenzia il questore - diverso: abbiamo cercato di incidere sui canali di rifornimento del mercato, senza dimenticare di colpire la microcriminalità. In questi quattro anni siamo riusciti a dare dei duri colpi a questo settore. Tante le operazioni di successo, anche di livello europeo, come Mandinka e Bombizona, ma serve tempo e pazienza per arrivare a questi grandi risultati".

 

In crescita anche gli arresti, a quota 754 (+37,34%), mentre in quattro anno le attività delittuoso sono scese da circa 20 mila a circa 17 mila casi. In questo periodo in forte calo anche i furti (da 10.278 a 7.201) e le rapine (da 140 a 82). 

 

"Dati in linea - spiega D'Ambrosio - con aspettative e possibilità. L'ordine pubblico non è mai mancato. Siamo riusciti a garantire massima efficienza durante le manifestazione classiche, come i Mercatini, così come in quelle occasionali. Nonostante la tanta affluenza non è mai successo nulla".

 

In questo contesto rientrano anche le operazioni di sgombero e monitoraggio degli anarchici. "Abbiamo operato in base ai tempi giusti - aggiunge il questore - siamo intervenuti in modo deciso, ma garantendo la sicurezza di tutti. Nessun agente o manifestante si è ferito. Questo è tutelare l'ordine pubblico: tutelare tutti, anche le persone che si oppongono perché non siamo sceriffi, ma donne e uomini di istituzioni e Stato".

 

"E' fenomeno certamente di tensione e pericolo. Quando sono arrivato - dice D'Ambrosio - il fenomeno anarchico era consolidato e tollerato come ragazzate, qualcosa di romantico legato alla storia recente della città, legato alle vicende di sociologia. Abbiamo iniziato a intervenire perché i tempi sono cambiati anche per loro. Un gruppo con il quale non c'è dialogo, un punto di debolezza per queste persone, un gruppo che non riesce a fare proselitismo e resta autoreferenziale alla propria cerchia: provo un po' di pena per queste persone, che abdicano al loro futuro".

 

Non si è perso di vista l'immigrazione. "I nostri uffici - prosegue il questore - svolgono un lavoro certosino sulla concessione di permessi e richieste di assistenza, a quota 13.142 unità. Tanti gli irregolari espulsi e allontanati. Attenzione anche alla polizia amministrativa per il rilascio del porto d'armi in questo territorio dove i cacciatori sono presenti e soprattutto importanti".

 

In aumento anche le denunce per la violenza di genere e in famiglia. "Non sono aumentati gli episodi - commenta D'Ambrosio - ma semplicemente c'è maggiore fiducia, anche per il lavoro e le collaborazioni a livello istituzionali. Le persone si fidano maggiormente nel presentare segnalazione e denunciare i fatti".

 

In futuro la questura è chiamata a affrontare la frodi informatiche. "Siamo già pienamente operativi - conclude D'Ambrosio - per contrastare questa attività, ma è un fenomeno piuttosto nuovo e necessità di grande attenzione".

 

Nato a Roma nel 1953, coniugato con due figli, il questore ha frequentato l'Accademia del Corpo delle Guardie di Ps dal 1973 al 1977 per poi prestare servizio all'allora scuola allievi guardie di Trieste fino al 1982.

 

Una carriera che ha portato il questore al Centro psicotecnico della polizia di Stato, in qualità di selettore fino al novembre 1983 (qui ha frequentato il terzo e il quinto corso interforze di psicologia applicata, finalizzata alle selezioni ordinarie e speciali del personale), poi alla questura di Roma tra il 1983 e il 1998 (dirigente del reparto volanti, dirigente dell’ufficio passaporti, vice dirigente del 1 commissariato circoscrizionale Trevi Campo Marzio e dirigente del Commissariato Castro Pretorio).

 

Nominato primo dirigente nel 1996 è stato, quindi, preposto all’ottavo commissariato circoscrizionale Casilino Nuovo, nel 1998 passa alla Direzione centrale per le risorse umane, mentre nel 2009 viene promosso dirigente superiore. Una progressione di carriera che si completa nel 2015, quando diventa questore di Trento fino alla pensione.

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