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Il nuovo questore Garramone: ''Dobbiamo lavorare per far aumentare la percezione di sicurezza''

Idee chiare per Garramone, che nei prossimi giorni intende incontrare le istituzioni, come Provincia e Comune, ma anche i sindacati, le associazioni di categoria, gli istituti scolastici e l'Università, senza dimenticare comitati e cittadini: "Attenzione alle fasce deboli, come anziani, donne e ragazzi"

Di Luca Andreazza - 04 settembre 2018 - 19:09

TRENTO. "Dobbiamo garantire la percezione di una maggiore sicurezza", queste le parole di Giuseppe Garramone, il nuovo questore di Trento, che aggiunge: "Il trend mostra che i reati sono in calo, ma se i cittadini non si sentono sicuri evidentemente c'è ancora lavoro da fare".

 

Nato a Rosarno (Reggio Calabria) nel 1956, laureato in giurisprudenza all'Università di Napoli e una laurea specialistica in Scienze politiche all'Ateneo di Catania, dopo l'ultima esperienza a Modena, il questore si è insediato sabato scorso per sostituire Massimo D'Ambrosio.

 

"La questura - dice Garramone - deve essere un palazzo di vetro, aperto a tutti, non abbiamo nulla da nascondere. Si parte dalle criticità emerse, dobbiamo saper fare tesoro di questi aspetti per migliorare. La diminuzione dei reati non è un arrivo, ma un punto di partenza".

 

Idee chiare per Garramone, che nei prossimi giorni intende incontrare le istituzioni, come Provincia e Comune, ma anche i sindacati, le associazioni di categoria, gli istituti scolastici e l'Università, senza dimenticare comitati e cittadini.

 

"Mi propongono di incontrare tutti - prosegue il questore - per costruire un cammino comune e ottenere risultati migliori in materia sicurezza. In agenda anche l'intenzione di incontrare i sindaci del Trentino e modulare gli interventi in base a esigenze e criticità presenti sul territorio. Un percorso partecipato e integrato per trovare quelle soluzioni che possano garantire risultati per tutti".

 

Tra i propositi di questo corso, quello di aumentare in modo significativo il controllo del territorio. "I cittadini chiedono - evidenzia Garramone - la nostra vicinanza e questo è tra le intenzioni. La prevenzione è un'attività essenziale per evitare i reati: l'obiettivo è quello di ottenere i rinforzi dal ministero per aumentare la presenza degli equipaggi, oltre naturalmente a coordinarci con l'Autorità giudiziaria e le altre forze di polizia". 

 

Le linee guida prevedono anche maggiore attenzione nei confronti delle cosiddette categorie deboli, cioè anziani, donne, bambini e ragazzi

 

"Intendiamo - spiega il questore - attivare un particolare protocollo per evitare che gli anziani siano oggetto di truffe, mentre prevediamo di incontrare i dirigenti scolastici nelle scuole, ma anche in questura, per sensibilizzare sui temi quali cyber-bullismo e ludopatia. Vogliamo poi confrontarci con le associazioni che tutelano le donne e capire insieme come intervenire per evitare che si arrivi a episodi gravi".

 

Certamente il cambio di passo, tanto invocato dai cittadini, non potrà avvenire in pochi giorni, ma queste a grandi linee le intenzioni del nuovo questore. "Non amo e non voglio fare proclami - conclude Garramone - ma cercheremo di aumentare la percezione di sicurezza: i risultati si raggiungono insieme".

 

Nel corso della carriera Giuseppe Garramone ha prestato servizio in varie sedi a partire da Genova, quindi Napoli, al ministero dell'Interno con diversi incarichi. Nel 2015 aveva assunto le funzioni di questore a Modena, mentre nell’aprile dello scorso anno è stato nominato componente del Gruppo di missione per l’organizzazione, il coordinamento e l’indirizzo delle attività degli Interni nell’ambito della Presidenza italiana del semestre europeo.

 

Alle lauree si aggiunge  un corso di perfezionamento e aggiornamento professionale (master) in “Scienze Criminologiche” all’Università di Chieti.Il questore è inoltre componente di molteplici commissioni esaminatrici sia per concorsi interni riservati al personale della polizia, che di vari altri concorsi pubblici per l’arruolamento nelle varie qualifiche della polizia. 

 

Tra i riconoscimenti, le "Parole di lode" per l'espletamento di delicati servizi di ordine pubblico, ma anche "Encomi" e "Parole di lode" per aver portato a termine importanti operazioni di polizia giudiziaria, mentre nel 2006 è stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'ordine al merito della Repubblica italiana e nel 2015 è diventato Cavaliere ufficiale (Qui la biografia completa).

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