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Tolti dalla Provincia, i percorsi di educazione di genere li fa la polizia: ''Insegniamo il rispetto ragazza-ragazzo, le donne e gli uomini del domani''

Il questore Giuseppe Garramone traccia un primissimo bilancio dei quattro mesi dall'insediamento. "Maggiore attenzione a piazza Dante, biglietto da visita e simbolo dell'autonomia, e piazza Santa Maria, sede del Concilio. Aumentati i controlli: vogliamo essere tra la gente". Tanti anche gli ammonimenti e gli allontanamenti 

Di Luca Andreazza - 24 January 2019 - 12:55

TRENTO. "Sono aumentati i sequestri di sostanze stupefacenti e gli arresti. A fronte di reati in calo, abbiamo intensificato i controlli, anche nel segno della qualità: attività più efficaci ed efficienti, in particolare tra Santa Maria Maggiore e piazza Dante, aree considerate più calde", queste le parole del questore Giuseppe Garramone che traccia un primissimo bilancio dei quattro mesi dall'insediamento. 

 

Nato a Rosarno (Reggio Calabria) nel 1956, laureato in giurisprudenza all'Università di Napoli e una laurea specialistica in Scienze politiche all'Ateneo di Catania, dopo l'ultima esperienza a Modena, Giuseppe Garramone a settembre scorso ha raccolto il testimone da Massimo D'Ambrosio (Qui articolo). 

 

Tra le novità l'arrivo di un protocollo in collaborazione con Provincia e dipartimento della conoscenza per promuovere e sviluppare dei percorsi educativi rivolti ai giovani. "Ho già parlato - aggiunge il questore - con il presidente Maurizio Fugatti e l'assessore Mirko Bisesti per portare avanti questa iniziativa. Non vogliamo sostituirci a quanto già previsto, ma mettere a disposizione le nostre competenze a favore dei giovani, il futuro della società".

 

E se i programmi di educazione di genere e pari opportunità vacillano fortemente in questo nuovo corso provinciale (Qui articolo), percorsi che nulla centravano sulle teorie gender (Qui articolo), ecco un nuovo progetto, già realizzato a spot e che dovrebbe intensificarsi nel giro di pochi mesi. Non sono la stessa cosa, ma sono molto simili, anche se trattano temi più ampi. "Un percorso sulla legalità - evidenzia Garramone - dobbiamo investire sulle nuove generazioni nelle scuole, dobbiamo renderli consapevoli dei pericoli, ma anche protagonisti del loro futuro. Bullismocyberbullismo, rispetto delle regole e del rapporto ragazza e ragazzo, le donne e gli uomini del domani. Se si insegna il rispetto si può avere meno violenza e meno femminicidi".

 

Un'altra ipotesi è quella di incontrare le associazioni di categoria in sinergia con la Camera di commercio. "L'intento - continua il questore - è quello di rafforzare il rapporto di dialogo per condividere tematiche di sicurezza e discutere di strategie per garantire nel Trentino i più alti standard di sicurezza".

 

A proposito di sicurezza, in questi quattro mesi la marcia sembra cambiata. "Sono tre gli obiettivi che abbiamo cercato di raggiungere in questa prima fase - spiega Garramone - rendere più snella ogni attività della questura e dei commissariati di Riva del Garda e Rovereto attraverso una riorganizzazione finalizzata alla massima efficienza delle strutture. Un piano condiviso e supportato da personale e dirigenti, così come le organizzazioni sindacali".

 

Quindi la massimizzazione delle attività di prevenzione e contrasto al crimine, anche mediante il rafforzamento dei contingenti da Milano. "Grande concentrazione in quei luoghi vicini ai cittadini - dice il questore - come il parco Santa Chiara, ma anche e soprattutto piazza Dante, biglietto da visita della città e simbolo dell'autonomia trentina, e Santa Maria, sede del Concilio. Oltre alla normalità attività, siamo intervenuti 26 volte per controlli straordinari. Nell'ambito del progetto Scuole sicure abbiamo proposto servizi specifici di vigilanza nelle aree più prossime agli istituti scolastici, compreso Riva e Rovereto".

 

Diversi i risultati raggiunti in questo quadrimestre. "La squadra volante - prosegue Garramone - ha identificato in questo periodo oltre 5 mila persone e controllato oltre 1.200 veicoli. Sono 26 gli arrestati, 9 dei quali per spaccio e 131 i denunciati a piede libero per vari reati. Quindi 1,3 chili di stupefacente sottratto al mercato e 4.535 euro sequestrati quale provento di questa attività".

 

Non solo. A questo si aggiungono le operazioni della mobile: arrestate 23 persone, 12 dei quali per spaccio per 39 chili sequestrati per un valore di 35 mila euro tra denaro e beni. "Un grosso applauso - commenta Garramone - anche al lavoro della Digos, meno visibile ma importantissimo. Sono inoltre stati predisposti 989 servizi di ordine e sicurezza pubblica. Merita attenzione anche la lotta contro i furti in appartamento, che registra numeri elevati per la consistenza di territorio e popolazione: siamo impegnati per cercare di azzerare questi eventi, come dimostra l'ultima operazione (Qui articolo)".   

  

In questi quattro mesi sono stati emessi inoltre 25 decreti di espulsione, 16 dei quali per ordine del questore, 7 accompagnamenti alla frontiera, altrettanti ai Cpr e 3 allontanamenti di cittadini comunitari. "Dati - dice il questore - che posizionano questa questura ai vertici delle classifiche italiane". 

 

La divisione anticrimine ha, invece, emesso 72 ammonimenti per violenza domestica e 20 per atti persecutori con una media di un ammonimento ogni 2 giorni. E anche in questo contesto rientra la valorizzazione della polizia nei progetti di educazione, pronti a partite tra le classi per avvicinare i giovani alla cultura della legalità. "Iniziative - conclude Garramone - che ci permettono di essere tra la gente, ma anche di comunicare quanto siamo vicini ai cittadini. A breve ci saranno ulteriori novità". 

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