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Coronavirus, il Trentino prepara le riaperture delle scuole con altri 17 mezzi per l'extraurbano e 12 autisti in più per l'urbano

Un incontro tra commissario del governo, Sandro Lombardi, Trentino Trasporti, Trenitalia, Rfi, la polizia locale del Comune di Trento, il vice questore, i carabinieri e il Dipartimento istruzione. Le forze dell'ordine dovrebbero garantire un impegno ancora più capillare negli orari di punta e alle fermate più importanti per evitare assembramenti

Di Luca Andreazza - 11 December 2020 - 20:54

TRENTO. Sono stati trovati altri 17 bus e c'è un impiego più capillare delle forze dell'ordine per presidiare le fermate negli orari di punta. Questo quanto emerge dal vertice in commissariato per pianificare la mobilità per la riapertura delle scuole superiori dopo l'Epifania. 

 

Un incontro tra commissario del governo, Sandro Lombardi, Trentino Trasporti, Trenitalia, Rfi, la polizia locale del Comune di Trento, il vice questore, i carabinieri e il Dipartimento istruzione.

 

"Abbiamo proposto un'analisi dei dati e abbiamo ipotizzato le modalità organizzative del servizio urbano - commenta Roberto Andreatta, dirigente generale del Dipartimento mobilità della Pat - extraurbano e ferroviario. La prossima settimana è prevista un'ulteriore riunione ristretta alle forze dell'ordine per quanto riguarda le fermate importanti". 

 

Le prime indicazioni sono quelle di un presidio ancora più serrato da parte delle forze dell'ordine per evitare gli assembramenti prima di prendere un mezzo pubblico. Sono stati trovati altri mezzi per potenziare le linee. "Sono stati aggiunti altri 17 bus per la parte extraurbana - aggiunge Andreatta - mentre per l'urbano entrano in turno i 12 autisti che erano stati risparmiati grazie alla sospensione del servizio notturno, serale e festivo".

 

Anche i sindacati premono la Provincia per un'organizzazione più attenta rispetto alla fase precedente dell'emergenza Covid-19. "Riaprire la scuola in presenza per tutti gli studenti è una priorità assoluta". Così i segretari Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil), che aggiungono: "Proprio per questa ragione da oggi al 7 gennaio non sono ammesse sottovalutazioni e leggerezze, soprattutto nella riorganizzazione del trasporto pubblico”.

 

In vista della riapertura delle scuole superiori prevista dal Dpcm per il 7 gennaio 2021 sui territori ci si pone la questione del rafforzamento del trasporto pubblico. Negli scorsi giorni il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha concordato con il governo, scartando così la possibilità di un nuovo braccio di ferro con Roma, il Trentino si è adeguato alle misure nazionale. In queste ore la Provincia di Bolzano e la Regione Veneto hanno già annunciato i piani straordinari per aumentare i collegamenti e migliorare la mobilità (Qui articolo). 

 

Quello del trasporto pubblico è, infatti, un nodo critico nella gestione dell'emergenza coronavirus. La Provincia di Trento ha trascorso settimane a ripetere che è stato fatto il massimo ma alla fine si è deciso di potenziare il servizio: via libera all'utilizzo di altri mezzi e alla capacità di carico ulteriormente ridotta.

 

Si è ritornati a dire che si è raggiunto il tetto di bus a disposizione: "Sostanzialmente abbiamo preso tutti i bus a disposizione” (Qui articolo), aveva spiegato il governatore leghista, a cui un vettore privato aveva replicato negando che la situazione in Trentino fosse questa. “Non tutti i vettori lavorano e ci sono ancora mezzi che possono essere utilizzati – aveva dichiarato al nostro giornale – non tutte le imprese sono state coinvolte, mentre alcuni si sono trovati costretti a rinunciare agli incarichi perché i servizi sono pagati troppo poco”.

 

I sindacati chiedono, quindi, interventi seri, pianificati e puntuali in vista del ritorno in presenza anche degli studenti delle scuole superiori. "L’obiettivo - sostengono Grosselli, Bezzi e Alotti - deve essere riaprire per restare aperti, non certo per chiudere dopo un paio di settimane. Per questa ragione non si può correre il rischio di ripetere gli errori organizzativi di settembre. Crediamo sia necessario riorganizzare il trasporto pubblico, aumentando il numero di mezzi per raggiungere l’obiettivo della capienza massima al 50 per cento”.

 

Un vertice tecnico si è già tenuto e nelle prossime settimane viene delineato il servizio pubblico, altri mezzi sono stati trovati. "Se come sembra in un primo periodo il rientro in classe sarà graduale e dunque sarà più facile gestire la pressione sui trasporti - concludono Grosselli, Bezzi e Alotti - non si possono comunque evitare scelte indispensabili per aumentare corse e numero di mezzi. La fine dell’emergenza sanitaria non è vicina e non riteniamo accettabile che per tutto l’anno scolastico gli studenti abbiano una scuola a fasi alterne. Per questa ragione chiediamo a Provincia e Trentino Trasporti di attivarsi da subito coinvolgendo anche tutti i soggetti del trasporto privato per creare un’organizzazione in grado di reggere da qui alla fine dell’anno scolastico".

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