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| 07 ott 2022 | 11:22

Il pedibus a Pergine potrebbe ripartire con gli alpini. L'assessora: "Pronti ad attivare nuovamente il servizio". Altroconsumo: "Spendere in sicurezza è un investimento"

Si è tenuto un incontro tra l'amministrazione e gli alpini per presentare il progetto di servizio di accompagnamento a scuola per i bambini che "alcuni vincoli normativi prima e la pandemia poi, ci hanno costretti a sospenderlo. Ora valuteranno le disponibilità". Rovati di Altroconsumo: "Più auto in strada e meno i bambini possono muoversi da soli"

Il pedibus a Pergine potrebbe ripartire con gli alpini
Foto d'archivio
di Francesca Cristoforetti

PERGINE VALSUGANA. Il pedibus per i bambini potrebbe ripartire con gli alpini. Tra le diverse soluzioni l'amministrazione comunale decide di rivolgersi anche alle penne nere per cercare di far fronte al problema della sicurezza agli attraversamenti davanti alle scuole e per aiutare i bambini nel tragitto casa-scuola. 

 

"Quest'anno siamo pronti per dare nuovamente alle famiglie il servizio di accompagnamento sicuro ed educante rappresentato dal Pedibus - sostengono l'assessora comunale Elisa Bortolamedi e la vicesindaca Daniela Casagrande - e quello di presidio degli attraversamenti pedonali. Per realizzare ciò abbiamo bisogno della vostra collaborazione", si legge nella lettera d'invito indirizzata ai capigruppo degli alpini.

 

Nella giornata del 5 ottobre si è tenuto l'incontro nella sala consigliare con i capigruppo degli alpini per presentare il progetto "pedibus", il servizio di accompagnamento a scuola per i bambini che, "ha riscosso grandissimo successo ma, alcuni vincoli normativi prima e la pandemia poi, ci hanno costretti a sospenderlo", sostiene l'amministrazione.

 

Buono il riscontro ottenuto da parte del corpo degli alpini: "C’è stata un’ottima partecipazione - dichiara Bortolamedi - ora si attiveranno nei loro gruppi per sondare le disponibilità dopodiché ci ritroveremo per fare il punto è capire quanto e cosa riusciamo ad attivare con loro. Probabilmente la rete andrà ampliata e che dovremmo interessare anche le famiglie dei bambini che usufruirebbero del servizio e magari altre associazioni".

 

Un tema molto caldo quello della mobilità a Pergine, definita "insostenibile" soprattutto all'uscita da scuola: "Auto ovunque anche sui marciapiedi con motore acceso e bambini in pericolo costante: non servono multe e sanzioni ma opere di sensibilizzazione", aveva dichiarato Alice Rovati, rappresentante di Altroconsumo Trento e componente dell'Osservatorio provinciale sulla mobilità sostenibile che aveva invocato tra le soluzioni la riattivazione del pedibus. 

 

Ora questo servizio potrebbe ripartire: "Abbiamo intenzione di riattivarlo e questo è un primo passo - dichiara Bortolamedi - ma percorreremo tutti quelli necessari a raggiungere l’obiettivo". A Pergine sembrerebbe infatti essere un problema quello della sorveglianza ai passaggi pedonali, ma così "le cose vanno di pari passo".

 

La risposta è arrivata anche da Altroconsumo: "Avvalliamo la scelta del Comune purché coinvolga persone coscienziose, responsabili e che conoscano le regole della strada - sostiene Rovati - per la mobilità sostenibile va benissimo qualsiasi soluzione che ci porti a togliere auto dalla strada e a far camminare i bambini. Ci tengo tuttavia a sottolineare che ogni euro speso in sicurezza è un investimento che si paga n volte in termini di salute e minor incidentalità. Ho più volte evidenziato i benefici del pedibus. Tra l'altro più auto ci sono in strada e meno i bambini saranno in grado di muoversi da soli".

 

Soltanto qualche tempo fa il tema era stato affrontato anche dal sindaco Roberto Oss Emer che aveva risposto a una lettera di una bambina in un post su Facebook riguardo al presidio della polizia locale, in cui la piccola Melissa di 7 anni, chiedeva un po' più di autonomia per poter andare a scuola. Nella sua risposta il sindaco aveva sottolineato che "il numero degli agenti di polizia è contingentato e ci sono delle norme che definiscono l’organico che comunque stiamo cercando d’integrare", aggiungendo "non abbiamo più a disposizione i nonni vigile perché nessuno si offre volontario, non abbiamo gli strumenti e le norme che ci permetterebbero di remunerare il loro tempo e stiamo cercando di trovare una soluzione" (Qui l'articolo).

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