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Coronavirus, la Pat annuncia un aumento dei mezzi pubblici in vista della riapertura delle scuole. Cna: "Coinvolgete anche i privati"

Cna Fita Trentino Alto Adige ha esortato la Provincia a coinvolgere le aziende private di trasporto persone in vista della riapertura della didattica in presenza anche per le scuole superiori, prevista per il 7 gennaio. "Il modo è già fissato da un emendamento della Legge di bilancio. Solo i privati possono garantire i mezzi che mancano"

Pubblicato il - 24 dicembre 2020 - 18:15

TRENTO. Dopo l'annuncio da parte dell'assessore all'Istruzione Mirko Bisesti sull'aumento dei mezzi pubblici in vista della riapertura delle scuole superiori, prevista per il 7 gennaio, da parte del Cna Fita Trentino Alto Adige arriva l'esortazione a coinvolgere le imprese private. L'associazione di categoria degli imprenditori del settore trasporti si è detta infatti soddisfatta dalla decisione assunta dal governo di andare incontro alle esigenze di scuole e studenti, riconoscendo a Regioni e Comuni la facoltà di erogare servizi aggiuntivi, così come dell'accoglimento positivo di questa misura a Trento e a Bolzano.

 

“Il modo più appropriato per percorrere tale strada, fronteggiando le sfide che l'emergenza impone, esiste ed è fissato in un emendamento appena approvato alla Legge di bilancio – ha aggiunto il referente regionale di Cna Fita Piero Cavallaro – è ricorrere, mediante apposita convenzione, alle imprese che esercitano il servizio di noleggio di autobus per il trasporto passeggeri nonché ai titolari di licenze taxi e di autorizzazione Ncc. Soltanto le imprese posseggono il complesso di vetture e dispongono del personale necessario, nell'immediato, ad assicurare la riapertura delle scuole, così da colmare le carenze organizzative sofferte dal trasporto pubblico locale”.

 

Occorre una vera e propria regia istituzionale per attivare una virtuosa collaborazione pubblico-privato – ha concluso – da qui il bisogno di intavolare un confronto che coinvolga, oltre alle aziende pubbliche, gli operatori privati del territorio. Altrimenti la misura rischia di rimanere sulla carta”.

 

Secondo Cna, le “forme di integrazione e interscambio tra servizi pubblici di trasporto di interesse regionale e locale, servizi di trasporto effettuati con autobus e autoservizi pubblici non di linea rappresentano una prioritaria idea di mobilità che guarda al futuro”.

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