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| 19 dic 2018 | 21:01

Sicurezza, lo studio della Provincia: ''Nessun allarme, dati rassicuranti''. Fugatti: ''Mantenere alta la guardia''

Il gruppo di lavoro guidato dall'ex procuratore della Repubblica Stefano Dragone ha redatto il Rapporto sulla Sicurezza in Trentino. Aumenta la percezione di insicurezza: "Soglia della legalità molto alta tra i trentini, per questo richiesta di maggiore controllo del territorio"

Sicurezza, lo studio della Provincia: Nessun allarme, dati rassicuranti''
di Donatello Baldo

TRENTO. "I dati sono rassicuranti, non c'è motivo di allarme particolare", lo dice autorevolmente l'ex procuratore della Repubblica Stefano Dragone a cui è stato affidato dalla Provincia il compito di redigere il Rapporto sulla sicurezza in Trentino. "C'è qualche accenno di insoddisfazione - aggiunge - ma quando si tratta di andare a controllare, i casi specifici di illegalità si riducono a qualche unità".

 

Con lui, nella task-force, anche il dirigente generale dell'Avvocatura della Provincia Niccolò Pederzolli e il dirigente generale del Dipartimento affari istituzionali Fabio Scalet. Un gruppo di lavoro che ha lavorato sui dati del Ministero dell'Interno, della Procura della Repubblica, della Camera di Commercio, dell'Ispat, approfondendo il tema con interviste specifiche alle categorie economiche e che oggi, alla presenza del governatore Maurizio Fugatti, ha restituito quanto raccolto e analizzato.

 

Il focus, oltre che sulla statistica dei reati, anche sulla percezione di insicurezza. Emerge evidente una distorsione della realtà, con una richiesta di 'controllo' pressoché unanime a fronte di una consapevolezza di 'bassa intensità' criminale. Nonostante siano considerati "poco diffusi" i reati in Trentino l'auspicio è quello di un "maggiore presidio del territorio da parte delle forze dell'ordine".

 

Una contraddizione che Dragone giustifica con la peculiarità trentina, gente che ha una soglia della legalità molto alta e che di conseguenza richiede maggior sicurezza e maggior controllo. Soglia elevata di legalità che riesce da sola a respingere infiltrazioni di criminalità organizzata nel tessuto economico.

 

La grande attenzione del gruppo di lavoro, infatti, si è concentrata sulla corruzione e sui reati estorsivi, evidenziandone una quasi totale assenza sul territorio. Tesi confermata anche dalla percezione generale emersa dalle interviste: la maggioranza afferma che tali fenomeni sono "non presenti" o "poco diffusi", anche per diretta conoscenza di casi specifici.

 

Questo non significa che si debba abbassare la guardia. "Gli operatori economici - ha sottolineato Fugatti - rilevano una percezione di insicurezza. Questa indagine conferma quello che è il sentiment dell'opinione pubblica. E' quindi giusto monitorare la situazione per capire quanto la percezione sia aderente alla realtà della statistica".

 

Per ora la differenza tra realtà e percezione è notevole. Seppur gran parte degli intervistati sostengano che furti e rapine siano in aumento, questi reati sono in calo ovunque in Italia e in Trentino.

 

Più rispondente alla realtà la percezione sui fenomeni della malavita organizzata. "Nel nostro territorio questo fenomeno non c'è - ha confermato il governatore - ma c'è una potenzialità di rischio e la guardia dev'essere mantenuta alta".

 

"In generale - ha concluso Dragone - il dato è rassicurante". E ritorna sull'elevata richiesta di sicurezza: "In Trentino la si esige, anche per i reati definiti da sociologi e giornalisti come microcriminalità, come lo spaccio o i furti di bicicletta. Fenomeni difficili da contrastare ma che generano un'insoddisfazione e una conseguente richiesta di maggiore legalità".

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