Contenuto sponsorizzato
| 18 nov 2018 | 18:18

''Il volontariato pompieristico rimanga valore importante nel patrimonio genetico del Trentino'', la lettera di un giovane vigile del fuoco

Andrea Cavazzani, 22 anni, vigile del fuoco volontari di Villazzano, ha deciso di scrivere una lettera a ildolomiti.it sul valore del volontariato e l'impegno nel nostro territorio di centinaia di persone che ogni giorno si mettono a servizio della comunità

Il volontariato pompieristico rimanga valore importante nel patrimonio genetico del Trentino''
di Redazione

TRENTO. Il Trentino può diventare una vera e propria importante scuola per la Protezione civile nazionale e il volontario pompieristico che oggi si trova nel prezioso patrimonio genetico del nostro territorio, potrà continuare a cresce a meno che non “venga gettato alle ortiche per colpa della mancanza di lungimiranza, dell’eccesso di centralismo e soprattutto dell’accanimento burocratico”.

 

Questi alcuni dei passi della lettera che Andrea Cavazzani, 22 anni, giovane caposquadra dei vigili del fuoco volontari di Villazzano ha inviato a ildolomiti.it. Una riflessione sull'importanza del volontariato trentino e sul valore del lavoro portato avanti con passione da centinaia di persone che ogni giorno si mettono al servizio dei cittadini.

 

 

Qui si seguito pubblichiamo per intero la lettera

 

Il volontariato, la cooperazione e la vicinanza ai territori costituiscono valori fondamentali sui quali il Trentino si è sempre contraddistinto. Questi valori non devono perdere il loro significato in quanto sono necessari a mantenere un forte tessuto sociale e un’elevata qualità della vita.

 

Tra le varie organizzazioni di volontariato, quella dei Vigili del Fuoco è la più capillare e radicata sul territorio. Per questo motivo ritengo che il volontariato pompieristico debba mantenere un ruolo centrale e cardine del sistema di Protezione Civile trentino, pena il malfunzionamento dell’intero apparato di soccorso tecnico e non. Il nostro non è un sistema che si basa sul lavoro dei professionisti e su quello dei volontari retribuiti come il nazionale, ma è l’opposto. Quello trentino è fondato sulla centralità del volontariato e sulla sussidiarietà del professionista. Pertanto, come operatore di questo sistema e cittadino dei territori su cui opera, propongo che si torni a discutere in modo attento e profondo di volontariato, passione e servizio. Abbiamo la responsabilità di far riscoprire il significato di dedicarsi agli altri in modo gratuito senza alcun personalismo, ancor prima di trasmettere nozioni tecniche.

 

Per far sì che il servizio offerto con grande umiltà, dagli oltre cinquemila Vigili del Fuoco Volontari trentini, rimanga la spalla del soccorso, è necessario che la formazione venga garantita nel modo più completo possibile anche per quanto riguarda le abilitazioni all’uso delle attrezzature in dotazione ai corpi. Mi piacerebbe che il Trentino diventasse una vera e propria scuola di Protezione Civile che sia punto di riferimento per tutta la nazione e che come parole chiave abbia la motivazione, la cultura e lo spirito di servizio.

Il vicino Corpo Nazionale soffre enormemente il centralismo decisionale e operativo che lo costituisce creando gravi carenze dal punto di vista della sicurezza degli operatori, della formazione, delle innovazioni tecnologiche, della capillarità, della celerità del soccorso e della valorizzazione del volontariato. Il Trentino per questo può essere un esempio con i suoi Corpi comunali volontari e con la sua Scuola provinciale Antincendi. Perché il soccorso al cittadino non deve essere di serie A o B ma uguale e garantito per tutti e i Vigili del Fuoco devono essere messi nelle condizioni di sicurezza tali da non rischiare la vita per il servizio che offrono sia volontariamente che professionalmente.

 

Il Trentino è e dovrà rimanere luogo di solidarietà, inclusione e grande umiltà. Il volontariato pompieristico ha sempre rappresentato questi valori fondamentali con grande passione e tenacia. Non vorrei che in futuro tutto ciò possa essere messo in discussione e che lentamente il nostro prezioso patrimonio genetico venga “gettato alle ortiche” per colpa della mancanza di lungimiranza, dell’eccesso di centralismo e soprattutto “dell’accanimento burocratico”

La tradizione del volontariato è sempre stata nelle ossa dei trentini come una linfa vitale che ha mantenuto sana e laboriosa la nostra società. Per questo motivo chiedo a tutti i componenti della Protezione Civile trentina e delle istituzioni di essere, oggi più che mai, messaggeri dei valori fondamentali alla base delle nostre attività di volontariato.

Insieme, come una squadra, per potenziare ciò che di più è nostro!

 

Andrea Cavazzani – Caposquadra Vigile del Fuoco Volontario

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 02 ottobre | 10:41
La sicurezza sulle piste riservato allo sci alpino, con l'equiparazione degli standard tra allenamenti e gare, è un tema complesso: "Si lavora per [...]
Cronaca
| 02 ottobre | 11:17
In via Belenzani sono arrivati tempestivamente alcuni mezzi dei vigili del fuoco del corpo permanente di Trento, che stanno effettuando le [...]
Cronaca
| 01 ottobre | 17:10
Nuovi interventi in programma per la Strada della Forra, l'obiettivo è consolidare gli interventi di messa in sicurezza del tratto colpito dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato