Volontariato e associazionismo al top in Trentino Alto Adige, numeri da record e l'Italia insegue: ''Dobbiamo entrare nelle scuole per mantenere alto il livello''
Il nostro territorio può vantare una diffusione capillare del volontariato in tutte le sue forme. Il Csv del Trentino: "Si lavora in modo innovativo perché esigenze e bisogni cambiano. Si cerca di incontrare i diversi mondi del tessuto sociale, come quello imprenditoriale. Se prima il comparto si reggeva sui pilastri di famiglia, lavoro e casa, oggi tutto e cambiato, diventa fondamentale essere aderenti alla società"

TRENTO. Numeri da record per il Trentino Alto Adige nel Terzo settore. La regione si posiziona, infatti, ai vertici e per distacco nei grafici Istat in materia volontariato e non profit. Spesso, quasi sempre, per un problema si riesce a trovare una soluzione, offerta anche dalla partecipazione attiva dei cittadini.
"Il volontariato - spiega Giorgio Casagranda, presidente del Csv Trentino - è nel dna della popolazione: sono oltre 3.500 le associazioni attive e impegnate in questo comparto. Questo percorso collettivo che affonda le radici anche nell'orografia delle valli, un tempo isolate. I territori hanno trovato nel tessuto associativo un modo per svilupparsi e lottare contro le difficoltà. E' una grandissima ricchezza della nostra provincia che bisogna difendere".
Non a caso, la cooperazione è nata proprio in Trentino. "Si è imparato a fare squadra - prosegue il presidente di Csv - restare uniti e mettersi a disposizioni era e resta fondamentale. Si è partiti dal volontariato sociale, ma oggi le forme si sono differenziate e alcune restano peculiari del nostro territorio come il sistema di protezione civile e dei vigili del fuoco volontari".
Insomma, una diffusione capillare delle diverse tipologie di volontariato. "C'è la dimensione culturale e sportiva - evidenzia Casagranda - che rappresentano una parte importantissima del Trentino. Ma molto sviluppata è anche la parte socio-sanitaria con associazioni che si occupano di malattie e patologie diffuse, anche per il graduale invecchiamento della popolazione".
La lotta allo spreco alimentare è un fronte dai numeri importantissimi, quindi le risposte all'autismo, ma anche i progetti di welfare che coinvolgono i cittadini. C'è un nuovo filone, una forma di volontariato più recente. "Quello dei beni comuni - dice il numero uno di Csv - che è un fenomeno che valorizza le associazioni e le singole persone. Penso agli orti comuni: anziani e giovani che si mettono insieme e coltivano pezzi di terreno per donare il cibo alle persone che hanno bisogno".
La spesa sociale pro-capite posiziona la provincia di Bolzano saldamente in testa a 517, quindi Friuli Venezia Giulia a 292 e il Trentino in terza piazza a 252. Via via ci sono tutti gli altri territori, mentre la media nazionale si attesa a 116. "Devo dire - aggiunge Casagranda - che il settore è molto florido e in Italia iniziano a esserci tantissime iniziative".
Dati e primati costruiti in anni di impegni che comunque vanno difesi, se non ulteriormente sviluppati. "Oltre alla quantità - spiega Andreas Fernandez, responsabile comunicazione per Csv del Trentino - c'è anche tantissima qualità: cerchiamo di valorizzare la progettualità del volontariato. Recentemente abbiamo anche lanciato un accordo con l'ordine dei commercialisti, un'altra iniziativa importante è quella di aprire gli sportelli sul territorio a supporto delle associazioni nelle valli. Questo per aiutarle ad affrontare i cambiamenti importi dalla riforma del Terzo settore. Si lavora in modo innovativo perché esigenze e bisogni cambiano. Si cerca di incontrare i diversi mondi del tessuto sociale, come quello imprenditoriale. Se prima il comparto si reggeva sui pilastri di famiglia, lavoro e casa, oggi tutto e cambiato, diventa fondamentale capire come cambia la società".
Un nodo, infatti, è quello di riuscire a coinvolgere i giovani. "Le motivazioni ci sono - continua Casagranda - ma vanno chiaramente stimolati. Per questo dobbiamo intervenire soprattutto dentro le scuole per portare avanti la cultura del volontariato. Si devono creare opportunità per i ragazzi e quindi si può poi pensare a svecchiare gradualmente le associazioni: serve l'apporto di tutti".
E' cambiato il modo di vivere l'associazionismo. "I giovani non si attivano a 360 gradi - dice Fernandez - ma aderiscono a progetti specifici in base a esigenze, interessi e tempo. Ora il quadro è più fluido e quindi il mondo del volontariato si deve adattare per diventare un'opportunità".
Un'altra criticità è legata alla burocrazia, sempre più stringente. "Un aspetto che può soffocare l'associazionismo e per questo ci mettiamo a disposizione come Csv per agevolare la situazione. La burocrazia - aggiunge Casagranda - non deve essere un impedimento, le associazioni devono poter dimenticare queste preoccupazioni".
Il Trentino e l'Alto Adige presentano poi dati superiori alla media anche per quanto riguarda gli obiettivi dell'Agenda Onu 2030. "Il nostro prossimo bilancio triennale - conclude Casagranda - viene proprio costruito in base a questi interventi. E' necessario tenere presente questi obiettivi da raggiungere. Anche in questo caso, si deve intervenire nelle scuole, un discorso culturale: si deve puntare sulle nuove generazioni quali attori e portatori di messaggi anche alle famiglie, un esempio sono le tematiche ambientali, più sentite rispetto al passato, un discorso sul quale riflettere seriamente".


















