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Il volontariato d’impresa sempre più diffuso in Italia. Ora anche il Trentino deve mettersi in gioco. “Un progetto per creare valore sociale condiviso”

Durante l'evento "Finalmente c'incontriamo - Imprese e Volontariato per generare valore sociale", organizzato da Csv Trentino - Non-Profit Network, si è parlato di come la realtà del volontariato d'impresa si stia facendo sempre più spazio nel panorama italiano e del suo ruolo fondamentale nella creazione di un più sentito senso di appartenenza alla comunità

Di Lucia Brunello - 05 dicembre 2019 - 19:01

TRENTO. I dati parlano chiaro e sono promettenti: quella del volontariato in Italia è una realtà in continua espansione. Sono sempre più, infatti, le persone che decidono di mettersi in gioco per la comunità e per il prossimo, scegliendo di impiegare il proprio tempo libero in attività utili per il sociale. In questo panorama, la dimensione caratterizzata da una crescita sempre più decisa, è quella del volontariato d’impresa.

 

Il volontariato d’impresa è un’attività in grado di produrre molteplici benefici per tutti gli attori coinvolti, che vede i dipendenti delle aziende impegnarsi, durante l'orario di lavoro, in attività organizzate insieme ad associazioni non-profit, il cui obiettivo è la realizzazione di un progetto in grado di creare valore sociale condiviso, attraverso uno scambio reciproco di risorse. Di questo si è parlato durante l'evento "Finalmente c'incontriamo - Imprese e Volontariato per generare valore sociale", organizzato da Csv Trentino - Non-Profit Network.

 

“Condizione di partenza del buon esito di un progetto è lo scegliersi a vicenda e il riuscire a instaurare un dialogo paritetico che garantisca l’equilibrio del rapporto tra le parti”, così dice Marco Frey, presidente della fondazione Global Impact Italia. “La co-progettazione è il risultato concreto di tale modo di operare. Una collaborazione durevole è il valore a cui tendere, per evitare la scarsa produttività di relazioni temporanee e favorire sviluppi futuri della partnership”.

 

Secondo una ricerca condotta nel 2018 da Sodalitas, in collaborazione con GfK Italia, su un campione di 126 aziende di tutte le dimensioni che impiegano circa 255.000 dipendenti, il 61% di queste promuove o ha promosso attività di volontariato d’impresa e una buona parte lo fa da almeno 5 anni. E’ inoltre emerso che, oltre al tempo dei dipendenti, il 90% delle aziende mette a disposizione delle organizzazioni non-profit anche altre risorse, quali donazione di prodotti, messa a disposizione servizi, contributi economici, spazi e strutture. Rilevante anche il ruolo affidato ai dipendenti, le cui stesse proposte generano iniziative di volontariato.

 

“L’idea è che l’impresa non misuri più i suoi risultati soltanto con l’ultima linea del bilancio dell’esercizio, - continua Frey - ma lo faccia con la capacità di creare valore per un contesto più allargato. Le fondazioni di comunità sono modelli sviluppati appositamente per andare vicino al territorio. Questa è l'opportunità di far vedere la preziosa goccia che ciascuno di noi è in grado di aggiungere”.

 

Un chiaro segnale dell’efficacia e della forte risposta a questo progetto, arriva da Parma, in particolare da Chiesi Farmaceutici, gruppo farmaceutico internazionale focalizzato sulla ricerca, che, nel 2018, è stato nominato da Financial Times come prima azienda in Italia che ha saputo valorizzare la diversità etnica, religiosa e di orientamento sessuale. “Nell’edizione 2019 sono stati 620 i volontari coinvolti nelle attività, con un totale di 2480 ore di volontariato”, dice Michela Papotti, junior project manager di Chiesi Farmaceutici. “Siamo diventati parte di un sistema complesso che, nonostante le molteplici ed eterogenee vicende personali e professionali riesce, unendo gli sforzi, a organizzarsi e ad offrire momenti reciproci di grande valore umano e di crescita”. Durante il "Mese del Volontariato" tenuto dall'azienda, sono 4 ore le ore che ogni dipendente ha messo a disposizione. Due messe a disposizione dall’azienda e due da ogni dipendente, per rispondere ai bisogni più diversi: lavori di manutenzione e pulizia all’interno delle sedi delle organizzazioni non profit e di case di accoglienza, pulizia di parchi e oasi protette, animazione e socializzazione con persone anziane, bambini e rifugiati.

 

Chiesi Farmaceutici ha messo in campo i suoi motivati dipendenti in diversi ambiti e cause, tra cui quella di venire in aiuto a Gioco Polisportiva di Parma, l’associazione che propone e organizza attività sportive e ricreative per disabili e non. “L’altruismo e l’aiuto che ci è stato offerto ci ha lasciati senza parole”, racconta Giovanni Marani, responsabile di settore per Gioco Polisportiva. “Ci hanno chiesto in cosa potessero aiutare e io, un po’ timidamente, ho detto che la struttura necessitava di essere imbiancata. In tempo di record il lavoro è stato portato a termine”.

 

Attualmente sono oltre 5.000 le associazioni esistenti ed operanti sul territorio trentino nei diversi ambiti della società e della vita civile, ma non si è ancora avviato un consistente circolo virtuoso di partnership tra aziende e associazioni non-profit. E’ su questo aspetto che in futuro si dovrà puntare, consapevoli di investire su un progetto che possa essere fonte di valore aggiunto per tutta la comunità.

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