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Jihadisti presi a Trento? Un errore della stampa: i cugini macedoni espulsi erano di Treviso

Oggi in prima pagina (sulle bacheche dei tabacchini e anche sul sito) il Trentino riportava la notizia dell'arresto di due presunti terroristi residenti in provincia di Trento. Un fatto, in realtà, avvenuto in Veneto. Sul nostro territorio nessun allarme

Di Luca Pianesi - 27 gennaio 2018 - 13:00

TRENTO. Non erano di Trento ma di Treviso i due cugini macedoni espulsi ieri dal nostro Paese perché ritenuti seguaci della jihad. La notizia oggi è apparsa sulla prima pagina del Trentino (che questa mattina l'ha anche condivisa in internet attivando la solita tiritera del "chiudiamo le frontiere"), è stata scelta anche come news da inserire sulle bacheche promozionali, fuori dai tabacchini ed è stata ripresa con un piccolo trafiletto anche dal Corriere del Trentino (solo l'Adige tra i cartacei, non l'ha, giustamente, pubblicata).

 

In sé la notizia è corretta, perché è vero che i due uomini sono stati espulsi "per aver posto in essere, con comportamenti aggressivi e minacciosi, un'attività di proselitismo islamico in chiave radicale nei confronti di altri detenuti",  distribuendo proclami jihadisti che inneggiavano alla "conquista di Roma da parte dell'autoproclamato stato islamico" ed alla sconfitta dei "nemici crociati". Il problema è che in tutto l'articolo vi è un enorme errore di fondo: i due macedoni nulla hanno a che fare con Trento e il Trentino.

 

Come può essere successo? Probabilmente alla base vi è un primo errore compiuto dall'agenzia nazionale che ha battuto la notizia confondendo la parola Trento con Treviso (salvo poi correggerla perché ad oggi su internet il testo è a posto) e qui sul territorio è stata presa per buona, così com'era, senza compiere nessun tipo di verifica. E ciò nonostante fosse, chiaramente, una notizia clamorosa e di primo piano, se confermata, tanto che la si è scelta come titolo di traino per le bacheche dei tabacchini.

 

Tra l'altro, l'agenzia nel suo comunicato fa riferimento al "Viminale". In realtà sarebbe bastata una veloce ricerca sul web per recuperare proprio il testo del Viminale per scoprire che i fatti si riferiscono alla provincia di Treviso.

 

"Sono 240, dal 1° gennaio 2015, i provvedimenti eseguiti di soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso

 

Con provvedimento firmato dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, è stata eseguita l’espulsione dal territorio nazionale, di due cittadini macedoni, per motivi di sicurezza dello Stato.

Con queste ultime, la seconda e la terza del 2018, sono 240 le espulsioni con accompagnamento nel proprio Paese, eseguite dal 1° gennaio 2015, riguardanti soggetti gravitanti in ambienti dell’estremismo religioso.
Si tratta di un 43enne macedone residente in provincia di Treviso che dal 2016 era stato sottoposto ad indagini da parte della DIGOS di Venezia poiché indicato come soggetto connotato da ideologie jihadiste e in contatto con arruolatori del DAESH. 

Lo straniero, infatti, è risultato essere in relazione con suoi connazionali anch’essi coinvolti in pregresse attività antiterrorismo nonché con altri estremisti balcanici. 
Inoltre, a seguito di mirati approfondimenti, è stato rilevato che, in diverse circostanze, aveva condiviso il suo forte risentimento contro le istituzioni e la cultura italiana (al punto da asserire che il riconoscimento della nostra cittadinanza risulterebbe proibito per un musulmano poiché costituirebbe una sorta di "patto con gli infedeli"). 

Nei mesi scorsi, all’esito di una perquisizione, gli sono stati rinvenuti alcuni supporti informatici contenenti le prediche di diversi imam balcanici di estrazione ultra-radicale e documenti di propaganda jihadista.

L’altro espulso è un 45enne macedone, anch'egli residente nel trevigiano, cugino dell’altro connazionale, che è risultato attestato anch’egli su posizioni jihadiste e seguace di predicatori ultra-radicali dell’area balcanica. Oltre ad aver manifestato l’intenzione di raggiungere la Siria, è risultato collegato con stranieri tratti in arresto in pregresse operazioni antiterrorismo condotte sia in Italia che nei Paesi dei Balcani occidentali.

Per questi motivi, il ministro dell’Interno Minniti ha firmato il decreto di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato e i due cittadini macedoni sono  stati rimpatriati, con accompagnamento nel proprio Paese, con un volo decollato dalla frontiera aerea di Venezia e diretto in Macedonia".

 

Quindi tranquillizziamo i trentini. Gli jihadisti in questione nulla c'entravano con il nostro territorio. Queste le loro generalità 

 

D. F., nato a Boroec (Macedonia) l’11.04.1972, residente a Susegana (Treviso)
D. B., nato a Boroec (Macedonia) l’11.01.1974, domiciliato a Conegliano (Treviso)

 

 

 

 

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