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''Missione compiuta'': con le risorse raccolte in Trentino e l'impegno di 80 volontari è nata la struttura polivalente di Castelsantangelo sul Nera

Ultimati i lavori per una struttura comunitaria sui Monti Sibillini. L’associazione Solidarietà Vigolana e la Pro Loco di Revò  si erano attivate per avviare una serie di iniziative di raccolta fondi sui rispettivi territori. Poi i volontari sono scesi in Umbria per realizzare l'opera

Pubblicato il - 12 gennaio 2018 - 18:01

TRENTO. Quando le scosse sismiche del 2016 hanno colpito il comune di Castelsantangelo sul Nera, nelle Marche, il 93% dei suoi edifici è divenuto inagibile a causa dei crolli. Questa località nei Monti Sibillini, una delle molte interessate dal terremoto, si trova a 800 metri e non è dissimile dai nostri paesi trentini.

 

L’associazione Solidarietà Vigolana e la Pro Loco di Revò  si sono all’epoca attivate per avviare una serie di iniziative di raccolta fondi, con l’obiettivo, concordato insieme all'amministrazione comunale, di realizzare a Castelsantangelo una struttura polivalente (sala modulare di 100 metri quadri e blocco di servizi igienici) ad uso della comunità.

 

L’intenzione era quella di realizzare un’opera  temporanea, ma in grado di favorire occasioni di aggregazione sociale nell'attesa di una definitiva ricostruzione e in vista delle sfide future.  La costruzione è stata pensata per inserirsi nell’area comunale destinata alle Sae (Soluzioni Abitative di Emergenza, in questo caso 48 casette in legno).

 

Il 17 dicembre 2017 il progetto è stato finalmente ultimato. “Quando ci si unisce e si fa squadra, si possono concretizzare anche i sogni”, commenta il presidente di Solidarietà Vigolana, Stefano Vernuccio.

 

In effetti, l’impresa è stata veramente collettiva. Vari artigiani ed aziende hanno messo a disposizione spazi, attrezzature, professionalità e manodopera. I lavori sono iniziati in Trentino a settembre 2017, con la preparazione delle pareti e del tetto.

 

A novembre, le componenti sono state trasportate nelle Marche con due autotreni forniti dalla Protezione Civile di Trento. 80 volontari della Val di Non e dell’Altopiano della Vigolana si sono quindi impegnati sul luogo nel corso dei 33 giorni necessari al compimento dell’opera.

 

I circa 85.000 euro cui ammonta il costo del progetto sono stati raccolti tramite donazioni dirette di privati, enti e associazioni, ma anche grazie a manifestazioni (come “Vigolana… Camina e Magna”) e altre iniziative, tra cui il coinvolgimento delle scuole primarie di Vattaro, Vigolo Vattaro e Centa S. Nicolò e “Un’Amatriciana per Amatrice”, in collaborazione con la SAT di Vigolo Vattaro.

 

Le casette prefabbricate della Sae,  purtroppo, non sono state ancora completate. A causa di lungaggini burocratiche. Si è deciso perciò di posticipare alla seconda metà di gennaio l’inaugurazione della struttura costruita dai volontari trentini.

 

Il sindaco Mauro Falcucci porge un “grazie dal profondo del cuore” ai benefattori che hanno sostenuto la popolazione colpita dal sisma “in un difficile cammino verso la rinascita” e ha definito questi aiuti come “uno stimolo per reagire e ricostruire il nostro amato Paese”.

 

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