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Belluno
19 marzo | 18:13

Volontariato d’impresa: il progetto di Csv Belluno Treviso ed Epta porta 135 lavoratori nelle associazioni locali. “Non solo solidarietà, ma un reale impatto sociale”

Si è concluso con successo il progetto di volontariato d’impresa portato avanti da Csv belluno Treviso e Epta Spa. Oltre 100 lavoratori hanno speso 8 ore di lavoro retribuito in 19 associazioni del territorio: il convegno finale ha esposto i benefici per tutti gli attori coinvolti e dimostrato che è possibile far dialogare il mondo profit e quello no profit

di Redazione

BELLUNO. “Questa sperimentazione ci ha permesso di coinvolgere un buon numero di dipendenti, trovare il modo di farlo senza interferire con l’operatività aziendale e offrire agli Ets un supporto concreto. In più fa bene non solo al mondo del volontariato, ma anche a quello aziendale perché rafforza il benessere dei lavoratori e lo spirito di coesione all'interno dell'impresa”.

 

Così il Csv Belluno Treviso, nelle parole di Nicola Vendramin, ha commentato i risultati del progetto di volontariato d’impresa sviluppato nel 2025 con Epta Spa e 19 associazioni del territorio. L’occasione per farlo è stato il convegno Dalla responsabilità all’impatto. Il volontariato aziendale nelle nuove strategie di sviluppo locale”, svoltosi nel pomeriggio di mercoledì 18 marzo presso Villa Doglioni-Dalmas e moderato da Sandy Fiabane de Il Dolomiti.

 

L’incontro ha rappresentato il momento finale di un progetto, finanziato da Cariverona, che ha coinvolto il Csv Belluno Treviso come capofila, mentre Confindustria Belluno Dolomiti, Epta Spa, Comitato d’Intesa e Associazione feltrina donatori volontari sangue come partner. Non è stato però solo un momento di sintesi: il confronto ha permesso di analizzare il volontariato d’impresa a 360 gradi, partendo dall’esperienza realizzata da Epta e offrendo uno spunto ad altre realtà per avviare nuove proposte. L’idea di partenza era infatti far incontrare il settore profit e no profit, che solitamente invece parlano linguaggi diversi.

 

“Il progetto - spiega Laura De Riz, direttrice della sede di Belluno - si è articolato lungo due linee: una di ricerca e creazione di un nuovo strumento per gli Enti del terzo settore (Ets) partendo dal bilancio di sostenibilità di Epta, e un'altra di sviluppo dei progetti di volontariato”. Nella pratica, i dipendenti Epta hanno potuto spendere 8 ore (retribuite) nel volontariato: per arrivare a questo, il Csv ha creato uno strumento grazie al quale le associazioni hanno imparato a “spiegare” se stesse all’azienda.

 

Soprattutto quelle medio-piccole, infatti, oltre a faticare a sostenere le attività quotidiane tra costi di gestione sempre più alti e bandi sempre più competitivi, hanno limitata capacità di relazione con il mondo imprenditoriale. "Alla luce di ciò - prosegue De Riz - abbiamo pensato a un nuovo strumento per colmare il gap. Esistono infatti diverse imprese del territorio interessate a sostenere progetti di responsabilità sociale d’impresa, ma i due mondi non si incontrano perché parlano linguaggi diversi: perché allora non costruire uno strumento efficace per le associazioni per raccontarsi partendo dall’esperienza aziendale?”.

 

Da qui il progetto, grazie al quale una serie di associazioni ha imparato come valorizzare la propria identità e presentare la propria capacità di generare impatto. L’impresa invece, dal suo canto, può scegliere le associazioni con valori etici affini ai propri: insomma, benefici per tutti. “Per noi - afferma Francesco Carrer, Country HR director di Epta - il volontariato aziendale non è solo solidarietà, ma una leva di crescita personale e professionale che rafforza il lavoro di squadra e l’empatia verso il prossimo. La collaborazione con il Csv Belluno Treviso ci ha permesso di tradurre i nostri valori in azioni concrete, creando un ponte solido con il territorio. Siamo orgogliosi di vedere come il contributo di ogni dipendente stia generando un impatto sociale misurabile, promuovendo una cultura della responsabilità che arricchisce l’intera comunità”.

 

I dipendenti che hanno aderito sono 135 e, se all’inizio circa il 30% dichiarava di non aver mai svolto volontariato, ora solo il 7% pensa di non continuare: l’arricchimento, quindi, è già realtà. Perciò, anche sulla scia di questi risultati, la collaborazione tra Csv ed Ept proseguirà nel 2026, ma c’è anche l’impegno del Csv a una nuova fase di formazione per altri Ets e di affiancamento per altre aziende. L’aspetto forse più importante emerso è infatti che è possibile farlo: sia per l’azienda, che può garantire ai propri lavoratori questa possibilità anche dal punto di vista strettamenteburocratico”, sia per le associazioni, che si fanno conoscere, si legano ancora di più al territorio e beneficiano di quello che il territorio sa e può offrire loro.

 

Aiutando così l’intera comunità.

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