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''Dopo quattro anni l’impressione è che, al di là della scuola, non sia stato ricostruito un granché'', il ricordo 4 anni dopo il terremoto di Amatrice

Giovanni Tomasi, membro della protezione civile, ricorda l’esperienza di soccorso operata dalle squadre trentine: “È stata un’esperienza positiva, siamo riusciti in tempo record a dare una risposta alla comunità. L’obiettivo era di far ripartire la scuola, perché quella è il fulcro della società''

Pubblicato il - 26 agosto 2020 - 19:42

TRENTO. Alle 3.36 del 24 agosto di quattro anni fa, una scossa di terremoto di magnitudo 6.0 scuoteva il centro Italia, uccidendo 299 persone. Il 28 agosto è stato richiesto l’intervento della protezione civile della Provincia di Trento. Le squadre hanno raggiunto tempestivamente l’area colpita dal terremoto e si sono impegnati in interventi di verifica strutturale degli edifici per determinarne l’agibilità, nell’allestimento del campo operativo per i volontari e membri della protezione civile nonché nella somministrazione di pasti per operatori e per la popolazione colpita dal terremoto.

 

Priorità assoluta la ricostruzione della scuola. Giovanni Tomasi, membro della protezione civile, ricorda l’esperienza di soccorso operata dalle squadre trentine. “È stata un’esperienza positiva - racconta -, siamo riusciti in tempo record a dare una risposta alla comunità. L’obiettivo era di far ripartire la scuola, perché quella è il fulcro della società. Far ripartire la scuola significava far sì che le famiglie non lasciassero Amatrice”.

 

La scuola è stata inaugurata il 13 settembre e ha impegnato 259 unità di della Provincia di Trento. “Fondamentali sono stati le figure del gruppo psicologi per il popolo, il soccorso alpino, e il collegio degli ingegneri e degli architetti, che gratuitamente hanno progettato le opere che abbiamo poi costruito”, ricorda Tomasi.

 

Il nuovo polo scolastico, finanziato dalla Ferrari, è stato poi inaugurato il 18 luglio 2019, occasione che ha riportato lui e molti altri membri del servizio civile a visitare quei luoghi. “Dopo quattro anni l’impressione è che, al di là della scuola, non sia stato ricostruito un granché - racconta con una nota di delusione Tomasi -. Forse per colpa della burocrazia ma principalmente perché Amatrice è in una zona un po’ defilata, c’erano molto seconde case e gli abitanti sono principalmente anziani. Non ci sono passaggi commerciali importanti e quindi non c’è interesse economico nel ricostruirla”.

 

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