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| 11 dic 2018 | 05:01

Nucleo elicotteri, l'ex Flight operations manager Avi porta in tribunale la Provincia. Era stato demansionato dopo gli incidenti di Nambino e Pietramurata

Ridotto a pilota semplice, intenta contro la Provincia una causa di lavoro. L'attuale giunta dà mandato agli avvocati di resistere in giudizio, condividendo così le ragioni della precedente amministrazione (che però aveva negato che la riorganizzazione interna fosse imposta da Enac in seguito agli ultimi incidenti)

di Donatello Baldo

TRENTO. La vicenda del 'taglio delle teste' al Nucleo Elicotteri della Provincia, in seguito agli incidenti del Nambino e di Pietramurata, finisce in tribunale. Ci arriva attraverso una causa di lavoro, intentata dall'ex Flight operations manager Bruno Avi. Nel dicembre del 2017 la giunta, su proposta dell'assessore Tiziano Mellarini, decise di ridimensionarlo, 'degradato' a pilota semplice.

 

Bruno Avi, punta di diamante del Nucleo, fu infatti una delle teste tagliate, assieme alla responsabile della sicurezza (protagonista dell'incidente di Pietramurata) e dell'Accountable Manager Ivo Erler, che però da tempo chiedeva di poter lasciare il gravoso incarico per concentrarsi sulla direzione del Servizio antincendi della Provincia. E nella scorsa riunione di giunta si è deliberato di procedere ad una selezione pubblica per titoli ed esami.

 

Per ricapitolare i fatti, ricordiamo che dopo i due incidenti l'Ente nazionale Aviazione civile (Enac) scrisse un report molto duro sulla situazione interna al Nucleo elicotteri, evidenziando molte storture e facendo ricadere la responsabilità degli incidenti sull'organizzazione.

 

"Dalle verifiche condotte è emersa una sensibile carenza di supervisione e controllo sullo svolgimento delle operazioni all'interno dell'organizzazione. In particolare - scrivevano gli ispettori Enac - le missioni di elisoccorso risultano eseguite in difformità alle procedure condotte nel Manuale delle Operazioni, il cui rispetto è vincolante per la validità della certificazione COA (la certificazione per le operazioni di volo)". "Risultano peraltro verificarsi deviazioni dagli standard normativi per la sicurezza delle operazioni, ammesse dal direttore delle operazioni di volo".

 

La richiesta vincolante, e da prendere immediatamente (Enac dettò i tempi in modo preciso), doveva assicurare un cambio netto. La Provincia se la prese comoda, fece passare 20 giorni prima di rispondere, forse nel tentativo di sistemare la cosa per via 'politica'. Enac tornò alla carica e diede un altro termine: dieci giorni.

 

La Provincia, a questo punto, se non voleva che il suo Nucleo elicotteri volasse con pesanti limitazioni operative, tali da rendere inefficace l'elisoccorso, doveva fare questo: "Sottoporre all'Enac proposte di modifiche organizzative che assicurassero un significativo elemento di discontinuità con l'attuale organizzazione dell'area operativa".

 

E così arrivò la decisione: via Bruno Avi, via la responsabile della sicurezza e Ivo Erler a tempo determinato alla guida del Nucleo fino a quando non si fosse bandito un nuovo concorso. Pubblicamente, però, la Provincia disse che la riorganizzazione era dovuta ad un aumento del lavoro. Si guardò bene dal dire le cose come stavano realmente.

 

"Negli ultimi anni si è verificato un aumento del numero dei voli che attualmente sono nell'ordine di tremila all'anno", e la delibera spiegava così la necessità di cambiare i vertici. Per proseguire così: "La complessità e l’articolazione del servizio reso alla comunità trentina, cresciuta notevolmente nel corso del tempo, con oltre 3.000 voli all’anno, rendono necessario un aggiornamento del modello organizzativo, che permetta di confermare e migliorare i già notevoli standard qualitativi".

 

Nessun accenno alle imposizioni di Enac, alla minaccia di far lasciare a terra tutti gli elicotteri del soccorso se non fosse stata cambiata l'organizzazione interna. La giunta negò per molto tempo che la defenestrazione di Bruno Avi avesse a che fare con Enac, arrivando persino a togliere dal sito dell'ufficio stampa il comunicato ufficiale che disponeva il nuovo assetto.

 

IlDolomiti.it in più occasioni sollevò la questione, dimostrando la connessione tra la delibera e la richiesta Enac. Bruno Avi è stato però demansionato attraverso una delibera che non lo dice espressamente, e in tribunale forse la Provincia sarà costretta a spiegare nel dettaglio le ragioni della sua decisione. Provincia che nella scorsa riunione di giunta ha dato incarico ai propri avvocati di resistere in giudizio, sicura che le motivazioni della decisione presa dalla precedente amministrazione fosse quella giusta.

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