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Operazione ''Zaghi'', droga sequestrata in un capannone di Levico e in manette un trafficante in Slovenia. Ricercati ancora sei latitanti

L'operazione condotta dalla squadra mobile della Questura di Trento ha portato al sequestro di droga nascosta nell'abitazione di uno degli arrestati, Antonio Garollo, titolare di un'azienda agricola a Levico. Grazie poi alla collaborazione con la polizia slovena è stato arrestato un latitante. ​Il 22 febbraio le indagini avevano portato alla luce un vasto traffico di sostanze stupefacenti gestito da un’organizzazione criminale transnazionale che operava oltre che nel nostro paese anche in Bosnia, Slovenia e Croazia

Pubblicato il - 07 marzo 2018 - 12:40

TRENTO. Un nuovo arresto e un sequestro di droga, continua da parte delle squadra mobile della Questura di Trento l'attività di indagine nell'ambito dell'operazione “Zaghi” che aveva visto lo scorso 22 febbraio l'arresto di una banda internazionale di spacciatori.

 

Nell’abitazione di uno degli arrestatiAntonio Garollo, titolare di un'azienda agricola a Levico e noto commerciante di polli, sono stati trovati e sequestrati circa 800 grammi di cocaina e 2.7 kg di marjiuana. La droga è stata rinvenuta dagli investigatori in un’intercapedine ricavata nel sottotetto a 4 metri dal terreno, il cui accesso è stato possibile solo utilizzando una scala e rimuovendo dei mattoni che formavano il soffitto del manufatto, in un capannone utilizzato per l’allevamento degli animali.

 

Oltre a questo, sempre nell’ambito della stessa indagine, il 27 febbraio a Obrezje in Slovenia, la polizia ha arrestato Torbica Boris, 39 anni, cittadino della Bosnia-Erzegovina, latitante a seguito degli arresti del 22 febbraio.

 

L’operazione denominata “Zaghi” è iniziata nel novembre 2016 e ha avuto il suo epilogo alle prime luci dell’alba di giovedì 22 febbraio, portando alla luce un vasto traffico di sostanze stupefacenti gestito da un’organizzazione criminale transnazionale che operava oltre che nel nostro paese anche in Bosnia, Slovenia e Croazia.

 

Il bilancio dell’indagine era di 29 persone coinvolte di cui 22 persone arrestate, (6 dei quali avvenuti da novembre 2015 a dicembre 2017), 11 custodie cautelari in carcere (ora 12 eseguite); 5 custodie cautelari degli arresti domiciliari e 7 latitanti all’estero. Ora dopo l’arresto di Torbica 6 latitanti, tuttora ricercati.

 

Nel corso dell’operazione sono state sequestrate 11,4 kg di stupefacente: 3 kg di marijuana; 1 kg di cocaina; 2 kg di metamfetamine; 0.4 kg di cocaina e 5 kg di hashish. Sono state inoltre sequestrate: 4 autovetture, una moto e 12 fucili più di 13.500 di euro in contanti.

 

I reati contestati sono quelli di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti art. 74 D.P.R. 309/90; estorsione art. 629 c.p. e reato transnazionale art. 3, 4 Legge 146/2006.

 

Le indagini, dirette dal Vice Questore Salvatore Ascione, capo della Squadra Mobile di Trento, hanno preso spunto da alcuni ritrovamenti di stupefacente avvenuto nel mese di novembre del 2016, sulle rive del lago di Canzolino a Pergine Valsugana.

 

L'indagine ha permesso di capire che l'organizzazione criminale, composta da cittadini italiani, bosniaci, croati, marocchini e macedoni, utilizzava le rotte balcaniche, attraverso le Bosnia, Croazia e Slovenia per trasportare lo stupefacente in Italia.

 

Questo ha permesso di far nascere, visto il carattere transnazionale dell’operazione, la collaborazione con l’Interpool, la S.I.P.A. bosniaca, P.N.U.S.K.O.K. croata e la Polizia Criminale slovena.

 

Nel corso delle indagini gli investigatori italiani, con l’aiuto dei colleghi stranieri, sono riusciti a comprendere le modalità del trasporto, i luoghi, le persone coinvolte e gli altri elementi che hanno consentito poi di individuare i componenti ed i ruoli della compagine criminale. La collaborazione ha permesso anche di ricostruire i movimenti della organizzazione dal novembre 2015 alla fine del 2017; tempo nel quale la banda ha comprato droga per circa 1 milione di euro rivendendola al doppio del valore d’acquisto.

 

L’elemento del profitto ha permesso poi alla Squadra Mobile, nella fase delle esecuzioni delle ordinanze, di sequestrare 3 autovetture e una moto ai fini della confisca per equivalente di cui al D.Lgs 29 ottobre 2016, n.202.

“Queste ennesimo arresto - commenta il capo della Squadra Mobile Salvatore Ascione - dimostra come la collaborazione internazionale, in questo caso della Polizia Slovena, sia fondamentale per la cattura dei latitanti e per lo sviluppo di indagini che vedono coinvolti diversi Stati interessati al traffico di stupefacenti”

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