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Panarotta, dopo la morte di Bruno Paoli la famiglia chiede i danni alla società impiantistica

Il danno per il quale viene chiamata in causa la società Panarotta srl non è stato ancora quantificato, spetterà all'avvocato avanzare la richiesta tenendo conto che il poliziotto della stradale morto sulle piste ha lasciato la compagna e tre figli piccoli. Ma si parla di cifre che sfiorano il milione di euro

Pubblicato il - 01 marzo 2018 - 09:20

TRENTO. Da una parte c'è l'inchiesta penale, ancora in corso, dall'altra la richiesta risarcitoria avanzata dalla famiglia. Per la morte di Bruno Paoli, morto sulle piste della Panarotta in seguito a una caduta, la sua compagna ha deciso di rivolgersi all'avvocato Claudio Tasin per chiedere i danni. 

 

Per la famiglia quell'incidente poteva essere evitato mettendo in sicurezza le piste, segnalando adeguatamente le insidie del tracciato. Tracciato che dopo l'infortunio ad uno sciatore avvenuto qualche anno fa, per il quale la società ha pagato 280 mila euro, avrebbero dovuto essere state sistemate.

 

Il danno per il quale viene chiamata in causa la società Panarotta srl non è stato ancora quantificato, spetterà all'avvocato avanzare la richiesta tenendo conto che il poliziotto della stradale morto sulle piste ha lasciato la compagna e tre figli piccoli. Ma si parla di cifre che sfiorano il milione di euro.

 

Sul versante penale, la pm Maria Colpani continua l'indagine e all'inizio di febbraio aveva disposto il sequestro dell'impianto, riaperto successivamente soltanto dopo che la società ha effettuato alcune migliorie in ambito di sicurezza e segnaletica.

 

Gli indagati sono cinque: tra componenti della società e due dipendenti della Provincia, tutti accusati di omicidio colposo. 

 

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