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Prostitute: saranno multate le persone che si fermato a parlarci. La Cooperativa Punto d'Approdo, ''Le sanzioni non risolvono il problema''

Il consiglio comunale di Trento ha approvato all'unanimità una delibera proposta dall'opposizione, con prima firmatario Civica Trentina, che introduce una modifica immediata al regolamento di Polizia Urbana. I clienti colti in flagrante saranno puniti dalle forze dell'ordine con una multa da 89 a 534 euro

Di G.Fin - 09 marzo 2018 - 13:38

TRENTO. Sanzioni che vanno dagli 89 ai 534 euro. Questo quanto prevede la delibera approvata ieri sera dal Consiglio comunale di Trento votata all'unanimità e che stabilisce, fra le altre cose, il divieto anche solo di fermarsi a parlare, intrattenersi, con chi esercita l'attività di prostituzione in strada.

 

Una iniziativa proposta da Civica Trentina con primo firmatario Andrea Merler che, dopo alcune modifiche nate da un percorso di condivisione e discussione fra tutte le componenti politiche del consiglio, ha trovato l'approvazione unanime.

 

Nel dispositivo della delibera i consiglieri di Civica Trentina spiegano che “La presente proposta esula da ogni valutazione di tipo etico, relativamente alla prostituzione, nella consapevolezza che l’eliminazione del fenomeno risulta impossibile ed

in uno stato liberale perfino ingiusta”.

 

Uno degli aspetti che si è voluto mettere in risalto per quanto riguarda “la prostituzione soprattutto quella 'su strada'” è rappresentata dal “degrado urbano, dalla lesione del decoro e dai problemi di sicurezza cui sono evidentemente sottoposti i

luoghi delle città in cui tale attività si svolge, quantomeno nella sua fase di contrattazione ed adescamento della clientela lunga la pubblica via”.

 

Si portano ad esempio, poi, anche alcuni comuni in giro per l'Italia che hanno introdotto delle norme di contrasto al fenomeno della prostituzione nel Regolamento di Polizia Urbana ottenendo buoni risultati. “Nel 98% dei casi, dato del Comune di Pavia, - viene specificato nella delibera - le sanzioni vengono pagate dai clienti immediatamente, al fine di evitare la “problematica” notificazione del verbale di contestazione nel luogo di residenza”.

 

La proposta di delibera, approvata all'unanimità ieri sera, prevede la modifica del Regolamento di Polizia Urbana mediante l’inserimento nello stesso del nuovo articolo. Si prevede al primo punto che in tutto il territorio comunale sia “vietato a chiunque contrattare ovvero concordare prestazioni sessuali a pagamento, oppure intrattenersi, anche dichiaratamente solo per chiedere informazioni, con soggetti che esercitano l’attività di meretricio su strada o che per l’atteggiamento, ovvero per l’abbigliamento, ovvero per le modalità comportamentali manifestano comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali”.

 

Se poi l’interessato è a bordo di un veicolo, viene spiegano sempre nel documento, “la violazione si concretizza anche con la semplice fermata, al fine di contattare il soggetto dedito al meretricio”. Consentire la salita sul proprio veicolo “di uno o più soggetti come sopra identificati costituisce conferma palese dell’avvenuta violazione del precetto di cui al presente articolo”.

 

“L'obiettivo – ha spiegato Andrea Merler di Civica Trentina – è quello di limitare la situazione di disturbo e spesso di degrado che alcuni cittadini sono costretti a sopportare in città a causa dell'attività di prostituzione”.

 

A non condividere l'impostazione della delibera approvata ieri sera in Consiglio comunale è la cooperativa Punto d'Approdo che da alcuni anni si occupa di portare avanti sul territorio un'azione di controllo e aiuto di chi si prostituisce. “Non voglio innescare alcun genere di polemica – ha spiegato il direttore Andrea Gentilini – ma l'adozione di questi interventi serve solamente per finire sui giornali. Da sempre siamo convinti che le sanzioni non risolvano in alcun modo il tema della prostituzione che è una problematica molto complicata e allo stesso tempo delicata”.

 

Per Gentilini, “Serve puntare sulla formazione culturale” che permette sia di capire il fenomeno sia di innescare una cambio di mentalità forte. “La soluzione del problema della prostituzione – ha concluso – è ben lontano. Dobbiamo considerare che quella svolta in strada è solamente la punta dell'iceberg”.

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