''Record assoluto di pioggia e 6.000 chiamate giornaliere''. Ecco l'analisi dell'alluvione di Meteotrentino: ''Evento di rilevanza eccezionale''
Bilancio della tre giorni di maltempo anche per la Centrale unica di Emergenza: 6.000 chiamate giornaliere, oltre otto volte l’ordinario, con picchi massimi di oltre 1.600 chiamate all’ora

TRENTO. Un fenomeno del tutto eccezionale, per la sua portata e per le modalità in cui si è manifestato. Meteotrentino ha analizzato gli eventi atmosferici del mese scorso, di quei tre terribili giorni che hanno sconvolto le valli trentine.
Da soli, sono impressionanti anche i numeri: "Tra il 27 e il 29 ottobre 2018 sono caduti in media 273,8 millimetri di pioggia, molto di più che in occasione delle due storiche alluvioni. Infatti tra il 15 e il 17 settembre 1882 caddero in media 232,6 millimetri di pioggia e tra il 4 e il 6 novembre del 1966 la media fu di 185,1 millimetri
I meteorologi hanno evidenziato le due fasi dell'evento dello scorso ottobre, quella del fronte caldo e quella del fronte freddo. "Due fasi intervallate da una pausa di circa 8-10 ore. Dopo le prime 48 ore di fronte caldo si sono verificate 12 ore di fronte freddo. Entrambe le fasi caratterizzate da molta umidità con conseguenti precipitazioni, tanto da essere anche singolarmente eventi molto intensi".
L’insieme delle due fasi ha creato un evento di rilevanza assolutamente eccezionale. "Con la premessa che ogni evento meteorologico fa storia a sé - spiega il direttore di Meteotrentino Alberto Trenti - l’analisi compara le massime piogge cadute in 3 giorni negli ultimi 150 anni, per concludere che la quantità media di pioggia misurata quest’anno supera nettamente quella delle maggiori alluvioni storiche, quando però alla pioggia si era sommato un significativo scioglimento della neve che aveva fatto innalzare in modo anomalo le portate con alluvioni in moltissimi torrenti e nei principali fiumi".
La media dei millimetri di pioggia caduti sul territorio trentino è di 273,8, con 40 stazioni che hanno però superato questo valore arrivando localmente anche a oltre i 600 millimetri. A questo si deve aggiungere il forte vento che ha colpito il Trentino con manifestazioni particolarmente violente soprattutto al passaggio del fronte freddo il 29 ottobre.
Raffiche che in alcune località hanno raggiunto livelli mai registrati nelle nostre valli, causando i disastri che sappiamo al patrimonio forestale. "Due dati, tra i tanti - sottolinea Meteotrentino - il 29 ottobre a Passo Manghen con la velocità media, misurata su dieci minuti, che ha raggiunto i 90 chilometri all’ora, con raffiche istantanee che hanno superato i 191 chilometri all’ora".
Oltre al report di Meteotrentino, anche la centrale unica di Emergenza (CUR) fa il bilancio a meno di un mesa dall'evento calamitoso. "Domenica 28 ottobre l’incremento delle chiamate è stato del 20% rispetto all’ordinario. Dal pomeriggio di lunedì 29 il trend è cresciuto notevolmente raggiungendo un totale di quasi 6.000 chiamate giornaliere, oltre otto volte l’ordinario, con picchi massimi tra le 18 e le 21 di oltre 1.600 chiamate all’ora".
"La giornata di martedì 30 ottobre - comunica la CRU - ha visto gli operatori impegnati nella gestione di un flusso di quasi quattro volte superiore all’ordinario. Nei giorni dell’emergenza il personale in servizio è passato da 3-4 operatori, che è la dotazione ordinaria, fino a dieci operatori in alcune fasce orarie".
Di tutte le chiamate gestite in quelle giornate meno della metà sono state inoltrare alla centrale di secondo livello competente. Il 70 % delle chiamate inoltrate alle centrali di secondo livello è stato di competenza della centrale dei Vigili del Fuoco alla quale sono state inoltrate oltre 1.500 richieste di intervento nelle due giornate di lunedì 29 e martedì 30 ottobre.














