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Rossi e Zeni scrivono a Roma e chiedono di riaprire il punto nascite di Cavalese

Una lettera formale alla ministra Giuliua Grillo: "Si attivi rapidamente in tal senso per garantire un presidio fondamentale per la comunità delle Valli di Fiemme e Fassa"

Pubblicato il - 07 agosto 2018 - 18:59

TRENTO. Rossi e Zeni scrivono alla ministra Giulia Grillo, chiedendo di riaprire il punto nascita di Cavalese. Le condizioni per farlo ora ci sono e la richiesta è che il ministero "si attivi rapidamente in tal senso per garantire un presidio fondamentale per la comunità delle Valli di Fiemme e Fassa".

 

La richiesta del governatore e dell’assessore alla salute Luca Zeni è stata inoltrata formalmente e la soluzione proposta prevede una riapertura in tempi rapidi del punto nascita: procedere con i lavori sul blocco travaglio/parto con la costruzione della sala chirurgica dedicata all'emergenza ostetrica e riattivare in contemporanea l'attività del punto nascita.

 

In attesa della fine dei lavori - il cui iter è stato avviato da tempo e si concluderà nel giugno 2019 - saranno utilizzate le sale chirurgiche dell'ospedale attraverso un'opportuna programmazione degli interventi e senza pregiudicare l'attività chirurgica. 

Si apprende da un comunicato della Provincia che è già avviata la predisposizione per la seconda sala parto, che sarà pronta entro due mesi. "La Giunta provinciale ha sempre sostenuto con chiarezza la necessità di salvaguardare i servizi sanitari sul territorio, coniugando la necessità di garantire casistica e qualità dei servizi erogati con le caratteristiche tipiche di un territorio di montagna come il Trentino".

 

"Su questa linea - spiega un comunicato - si è cercato sempre di salvaguardare fondamentali presidi sul territorio come i punti nascita, nel rispetto ovviamente degli standard relativi alla sicurezza di partorienti e nascituri previsti dalla normativa nazionale". 
 

In sostanza, si chiede di riaprire il punto nascita alle stesse condizioni operative (di personale) e strutturali a suo tempo presenti a Cavalese al momento della concessione della deroga nel giugno 2016. Oltre a questo si chiede di poter fruire delle prestazioni mediche specialistiche di ginecologia, anestesia e pediatria con formula in pronta disponibilità anziché in guardia attiva.

 

In subordine, si chiede di poter riaprire comunque a prescindere dalla presenza del requisito strutturale della sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto, in quanto superabile temporaneamente attraverso le procedure gestionali dell’evento “parto” e di connessa emergenza indicate in appositi protocolli predisposti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari.

 

Nel comunicato vengono ricordate le tappe della vicenda del Punto nascita di Cavalese. Nel 2016 la Provincia di Trento presenta richiesta di deroga al Ministero della salute per mantenere aperti i punti nascita con meno di 500 parti all'anno: Tione, Arco, Cles e Cavalese.

 

La richiesta viene accolta per Cles e Cavalese, ma per quest'ultimo si è dovuto sospendere per la mancanza degli standard minimi di personale prescritti dal Ministero. Nel periodo di sospensione sono comunque rimasti attivi i servizi del percorso nascita territoriale per le gravidanze fisiologiche e l'elisoccorso per le situazioni di emergenza.

 

La Provincia è stata costantemente impegnata per rendere nuovamente operativo il punto nascita. Individuato il personale medico necessario, nel dicembre 2017 l'Apss ha informato il Ministero della possibilità di riprendere l’attività del punto nascita, ma il Ministero (febbraio 2018) se da un lato ha confermato l’idoneità dell’organigramma medico proposto, dall'altro inaspettatamente ha posto un’ulteriore pesante limitazione alla riapertura, ovvero la predisposizione di una seconda sala parto e di una sala operatoria per le emergenze ostetriche nel blocco travaglio/parto.

 

Ora una nuova tappa, con l'invio delle richieste al nuovo Governo. Si attende la risposta.

 

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