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Scuola dell'infanzia, ''Ammettete tutti i bambini, avete il potere e il dovere per attivarvi fin da subito'', i genitori scrivono ai vertici della Pat

La richiesta è quella di prevedere in tempi stretti le modalità di avvio a pieno regime della locale scuola dell'infanzia, ma soprattutto di conoscere i piani e le strategie: "La riapertura del 18 giugno ha permesso l’accesso al servizio educativo a meno della metà dei bambini iscritti e ammessi per settembre 2020 e senza dare il tempo materiale all’ente gestore e agli educatori di riorganizzare con doverosa attenzione un progetto educativo di qualità"

Di Luca Andreazza - 24 giugno 2020 - 13:39

PERGINE. "I bambini hanno bisogno di corpo, di prossimità, di gioco condiviso, tutte dimensioni che sono parte dell'esperienza scolastica: non possiamo accettare che alla maggioranza dei nostri bimbi, gli adulti del domani, venga negato il diritto all’educazione e alla socialità". Così i genitori del Comitato di Gestione delle scuole di Pergine e di Roncogno hanno scritto una lettera all'assessore Mirko Bisesti e al dirigente generale del Dipartimento istruzione e cultura, così come al Consiglio del sistema educativo provinciale e al garante dei minori.

 

"Avete il potere - dice il Comitato di gestione - ma soprattutto il dovere, di attivarvi sin da subito, affinché vengano stanziati fondi; avete la responsabilità di impiegare le risorse pubbliche per la rivalutazione, ristrutturazione e risanamento di ulteriori spazi comunali idonei e per garantire il personale necessario alla gestione del servizio".

 

La richiesta è quella di prevedere in tempi stretti le modalità di avvio a pieno regime della locale scuola dell'infanzia, ma soprattutto di conoscere i piani e le strategie. "La riapertura del 18 giugno ha permesso l’accesso al servizio educativo a meno della metà dei bambini iscritti e ammessi per settembre 2020 e senza dare il tempo materiale all’ente gestore e agli educatori di riorganizzare con doverosa attenzione un progetto educativo di qualità".

 

Insomma, un'altra presa di posizione dei genitori rispetto alla disposizioni della Provincia a trazione leghista sulle riaperture dei servizi, compreso asili e scuole dell'infanzia, in questa fase dell'emergenza coronavirus

 

Sono diverse le lettere indirizzate ai vertici di piazza Dante, l'ultima è quella di una mamma di San Giovanni di Fassa che ha interessato le massime autorità provinciale per chiedere di smetterla con questa discriminazione che colpisce i bambini fino a ieri iscritti alle scuole dell'infanzia e oggi non ammessi per la professione che fanno i loro genitori (Qui articolo) e regole che sembrano venire applicate in modo diverso in quanto mancherebbe un coordinamento tra le varie strutture (Qui articolo).

 

Nel frattempo si è risolta positivamente una vicenda simile a quella segnalata dalla mamma che si è vista escludere il piccolo, ma solo dopo un atto formale, quello dell'avvocato Daniele Spena, che vista respinta la sua richiesta di far rientrare suo figlio alla scuola dell'infanzia Chimelli di Pergine aveva inviato una pec all'istituto per chiedere di ''annullare in autotutela - così si leggeva nel testo - per vizi di costituzionalità, il vostro provvedimento di data 10.6.2020, con il quale comunicavate agli odierni istanti il non accoglimento della richiesta del minore (...) di frequentazione delle ultime settimane dell'anno educativo 2019-2020 presso la scuola dell'infanzia Gb Chimelli'' (Qui articolo).

 

Questa volta è il Comitato di gestione dei genitori di Pergine e Roncogno a chiedere alla Pat un cambio di passo. "Ci siamo trovati ad affrontare, come tutti, un’esperienza molto particolare negli ultimi mesi. Siamo mamme e papà - scrivono nella lettera - ai quali negli ultimi tempi è stato chiesto di fungere da pedagogisti, insegnanti ed educatori. Siamo persone che si sono trovate a dedicarsi a tempo pieno ai loro figli a discapito anche del proprio lavoro, perché sì, molti genitori sono anche lavoratori. Siamo genitori che credono nel progetto educativo studiato ad hoc per i loro figli, in un contesto fatto di apprendimento e relazioni, perché la scuola per noi non è un mero parcheggio, ma un luogo dove i nostri figli tessono relazioni, scoprono e si scoprono. Il tempo che abbiamo vissuto è stato davvero complesso e abbiamo provato in tutti modi a sfruttarlo per riscoprire il piacere di una relazione educativa più intensa che in situazioni normali poteva essere di difficile realizzazione, ma ciò che è mancato è stata la relazione tra pari, e questa relazione non può essere sostituita da nessun altro".

 

Il rischio, infatti, è quello che non vengano realmente valutati i bisogni dei più piccoli. "I bambini hanno bisogno di corpo, di prossimità, di gioco condiviso, tutte dimensioni che fanno parte della loro esperienza scolastica. La nostra richiesta è che la fascia dei bambini della scuola dell’infanzia venga presa in considerazione, venga tutelata e venga portata seriamente alla vostra attenzione, perché non possiamo accettare che alla maggioranza dei nostri bimbi, gli adulti del domani, venga negato il diritto all’educazione e alla socialità".

 

Un altro nodo sono le incertezze del prossimo futuro e la necessità di arrivare a conoscenza delle possibili strategie e piani della Provincia. Un assessorato che sembra in difficoltà nel trovare soluzioni nei diversi settori, sono tantissime le lettere inviate in questi mesi da genitori, famiglie e insegnanti per quanto riguarda le attività didattiche. 

 

Diversi gli appelli indirizzati al presidente della Provincia Fugatti, agli assessori Bisesti e Segnana, così come ai giornali, come il Dolomiti, perché vengano sanate decisioni prese un po' frettolosamente. 

 

"Ciò che pretendiamo è che venga attuata e divulgata in tempi brevi una programmazione condivisa e che vengano stanziate le necessarie risorse economiche affinché tutti i bambini iscritti e ammessi abbiano, a settembre 2020, la possibilità di accedere alla scuola dell’infanzia che, ribadiamo, riveste un ruolo fondamentale nel processo di maturazione e crescita dei bambini e delle bambine dal punto di vista cognitivo, sociale ed emotivo. Non siamo medici e non spetta a noi fare congetture sull’evoluzione della pandemia - aggiungono i genitori - ma ci aspettiamo che sia previsto un piano alternativo nel caso in cui il protocollo sanitario rimanga quello in vigore. Avete il potere, ma soprattutto il dovere, di attivarvi sin da subito, affinché vengano stanziati fondi; avete la responsabilità di impiegare le risorse pubbliche per la rivalutazione, ristrutturazione e risanamento di ulteriori spazi comunali idonei e per garantire il personale necessario alla gestione del servizio".

 

Sono principalmente due le istanze portate avanti. "Conoscere il programma organizzativo della riapertura, con il calendario dell’anno educativo e gli orari di apertura (anticipo e posticipo); stanziare risorse utili a garantire l’accoglienza di tutti i bambini iscritti e ammessi a settembre 2020", concludono i genitori del Comitato di gestione delle scuole di Pergine e di Roncogno. 

 

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